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Biotestamento, è legge: da oggi l’Italia sarà un Paese un po’ più civile

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Giornata storica per il nostro Paese. Istituite le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, che regoleranno il fine vita dei cittadini. 

Il Biotestamento è legge: il Senato ha dato il via libera definitivo con 180 sì, 71 no e 6 astenuti. Ci sono stati gli applausi dell’Aula del Senato, c’è stata la commozione di Emma Bonino in tribuna a fianco di Mina Welby che sorride mentre fuori in piazza i protagonisti dopo anni di lunghissime campagne, ascoltano l’annuncio.  Vengono così istituite per legge le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, grazie a cui ogni cittadino può esprimere le proprie disposizioni sul fine vita. E’ un giorno storico per il Parlamento italiano che cede dopo undici anni di battaglie. “Senza Englaro, Welby, Fabo, tutto questo non sarebbe stato possibile”, hanno detto in piazza i radicali e i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni, che assistevano alla diretta del voto da piazza Montecitorio

QUANDO E’ INIZIATA LA BATTAGLIA PER IL BIOTESTAMENTO, OGGI LEGGE GRAZIE AL PATTO PD-M5S

La lotta è iniziata con Piergiorgio Welby, scomparso 11 anni fa, e poi è stata portata avanti dalla moglie Mina. Quindi il papà di Eluana Englaro, Beppino che ha sopportato battaglie politiche sul corpo della figlia e nonostante tutto è rimasto in prima fila a chiedere il rispetto dei diritti. Poi, tra gli ultimi, dj Fabo, che è stato accompagnato a morire in Svizzera dal radicale Marco Cappato, la vicenda fu resa nota da Giulio Golia che con i suoi servizi alle Iene, diede grande risalto alle toccanti parole del DJ. E infine l’allievo di Don Milani Michele Gesualdi che, con gli ultimi scampoli di forza, ha chiesto ai cattolici di appoggiare quella battaglia per lui giusta. Il colpo di scena per la legge che sembrava essere destinata a restare nei cassetti anche in questa legislatura è arrivato nelle ultime settimane. A tirare la prima bomba alla politica è stato il Papa, dicendo che “può essere moralmente lecito rinunciare o sospendere le cure”. Quindi le crepe in Aula, complice il clima da fine dei lavori: la maggioranza, grazie al patto Pd-M5s sul tema, ha scelto di andare avanti sul Biotestamento e di rinunciare allo Ius soli e l’accordo tra i due partiti ha fatto il resto. Ieri l’Assemblea di Palazzo Madama ha respinto tutte le proposte emendative, mentre i soliti volti noti del centrodestra hanno cercato di fare resistenza senza ottenere risultati.

 
 
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