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Ardea

Pomezia. Odore di detersivo, schiuma e pesci morti nel fosso di Rio Torto: chi sversa e inquina? (FOTO)

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Ci risiamo. Basta affidarsi alle previsioni del tempo per poter risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti industriali, invece che utilizzando gli impianti di depurazione. E’ quello che qualcuno potrebbe aver pensato – e che è già accaduto anche in passato – anche questa notte, visto che nella mattinata di oggi, 27 ottobre, l’aria che si respirava nei pressi del fosso di Rio Torto, all’altezza di via Pontina Vecchia, era differente rispetto agli altri giorni.

Un forte odore di detersivo – che per certi versi poteva anche sembrare piacevole – si percepiva nell’aria. Ma questo, che per l’appunto era un buonissimo odore, non era certo la cosa preoccupante, ma solo indicativa: il fosso, infatti, era pieno di schiuma e all’interno diverse decine di pesci erano già morte o stavano per morire. Non è di certo la prima volta che in questo fosso avvengono sversamenti: a volte le acque si tingono di blu acceso, di verde o di azzurro a seconda dei reflui che vengono versati da aziende poco corrette che preferiscono versare i loro scarti in queso modo anziché smaltirli secondo normativa, inquinando così sia l’acqua del fosso che i terreni circostanti.

Due anni fa, grazie a una segnalazione fatta da un cittadino, i Carabinieri della Forestale di Rocca di Papa avevano accertato che un azienda di Via Pontina Vecchia, stava sversando nel fosso di Rio Torto reflui provenienti dalle vasche dell’impianto di depurazione. Pochi mesi dopo, però, il fenomeno si ripetè nuovamente a pochissima distanza.

Leggi anche: Pomezia, ci risiamo: acqua del fosso di nuovo blu acceso. Un’altro sversamento tossico?

Non solo detersivo: anche rifiuti “puzzolenti”

Ma Rio Torto è alquanto maltrattato dalle aziende di zona: questa estate, infatti, sono stati diversi gli sversamenti che sono arrivati, attraverso i canali di confluenza, fino al fosso e stavolta non di certo “odorosi” come quello di oggi. Anzi, al contrario, gli sversamenti estivi – che questi sempre notturni, preferibilmente in concomitanza dei temporali – sono stati tutti maleodoranti: il cattivo odore veniva sentito nel raggio di diverse centinaia di metri e il fosso si tingeva di bianco lattiginoso. C’è da sottolineare che si tratta di un’area protetta e che l’inquinamento va a colpire non solo il mare dove sfocia il fosso (è il punto più inquinato della costa sia per Ardea che per Torvaianica), ma anche tutto l’ecosistema del tratto interessato. 

 

 


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