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Simonetta Cardone uccisa dal SUV contromano sulla Laurentina: “Mia sorella morta come il piccolo Manuel”

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Si svolgeranno sabato 7 luglio alle 11.00, presso la chiesa di san Romualdo, i funerali di Simonetta Cardone.

Mia sorella è morta perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e per l’incoscienza di un ragazzo“. È Gianfranco Cardone a parlare, il fratello di Simonetta, la 67enne che sabato scorso ha perso la vita sulla Laurentina. La sua Lancia Y, all’altezza del chilometro 21, è stata travolta da un Suv Tesla che viaggiava ad altissima velocità. “Ho un figlio della stessa età del giovane che era al volante del Suv che ha ucciso mia sorella e quello che riesco a dire è che questo incidente si poteva evitare. Ora due famiglie sono distrutte e voglio che sia fatta giustizia” dice Gianfranco al Messaggero con riferimento al ventenne alla guida del bolide.

Le ipotesi in campo

Il ragazzo che guidava la Tesla era in compagnia di altri quattro amici ed è risultato negativo ai test alcol e droga. Ai giovani sono stati sequestrati i cellulari e l’ipotesi che va per la maggiore è quella della velocità folle, che ora va appurata dagli agenti che hanno in carico gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente. E.E., il conducente, è ora indagato per omicidio stradale e verrà accertato dagli inquirenti se l’auto stesse viaggiando con il sistema di guida autonoma inserito. Ciò perché il sistema autopilot livello 4 è vietato in Italia. Nel nostro Paese è consentito solo il livello 1 e 2, ovvero un sistema di guida assistita che prevede comunque il controllo da parte del conducente. E nonostante la Polizia Municipale abbia appena iniziato le indagini, ciò che è sembrerebbe fin da subito è che E.E. stesse correndo ad una velocità troppo elevata.

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Gianfranco Cardone: “Non si gioca con la vita delle persone. Ho pensato al piccolo Manuel”

Simonetta era impiegata in uno studio medico e quando è accaduto il fatto si trovava ad un chilometro da casa sua. Stava rientrando dal lavoro e lascia molti affetti e amici. Inoltre, nel pomeriggio di sabato e prima dell’incidente mortale, sono arrivate numerose segnalazioni presso il NUE da parte di automobilisti che viaggiavano tra il Gra e la Laurentina, preoccupati perché un mezzo di grossa cilindrata procedeva a folle velocità, sorpassando le auto in maniera spericolata. il sospetto è che si possa trattare proprio del Suv in questione. “Ciò che è accaduto è il risultato di tanta leggerezza. Fino a quando i genitori non interverranno per responsabilizzare i figli, continueremo a piangere i nostri cari“, spiega Gianfranco. Impossibile dargli torto; bolidi del genere, e in generale tutte le auto, se guidate incoscientemente, sono delle vere e proprie armi. “Ho pensato alla tragedia di Casal Palocco“, aggiunge, “La morte del piccolo Manuel non ci ha insegnato nulla. Questi eventi dovrebbero responsabilizzare le famiglie e i neopatentati“. Cardone ha inoltre annunciato di aver incaricato un legale al fine di seguire la vicenda: “Voglio giustizia per Simonetta“.

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