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Dove mangiare a Roma: 5 locali da non perdere

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I migliori ristoranti di Roma - Necci dal 1924

Li chiamano i food lovers quelli che, tra un hastag #foodporn e una mise en placeinstagrammabile, dimostrano d’intendersi di cibo e si erigono a gastro fighetti della tavola dispensando consigli su cosa e dove mangiare. A Roma poi ce ne sono tanti, inclusa la sottoscritta che cercherà di condurvi per le strade della Capitale alla ricerca di tovaglie degne di nota e porzioni mirabili, ma principalmente visibili nel piatto.

Secondo Tripadvisor, innanzitutto, Roma è la destinazione adatta per chi cerca le migliori ricette nostrane. Attenzione, però, perché per una volta dovrete mettere da parte la pizza. La motivazione del famoso sito dedicato all’ospitalità risiede, infatti, negli «autentici piatti di pasta e nell’imperdibile gelato, senza dimenticare i carciofi fritti e una tenera coda di bue in umido».

Prendete carta e penna ora e segnatevi questi nomi:

Necci dal 1924 – Via Fanfulla Da Lodi 68 (Pigneto) 

Necci dal 1924 - Via Fanfulla Da Lodi 68

 

Ne hanno scritto il The Guardian, addirittura il New York Times e tante altre testate internazionali che l’hanno incoronato l’anima del Pigneto e che incarna soprattutto la sua storia grazie al legame con Pier Paolo Pasolini. L’ampio giardino, i dettagli retrò, il nutrito merchandising in vendita fanno del posto non solo un ristorante, né una pasticceria, ma un vero e proprio circolo chic in cui incontrarsi a partire dalla colazione con dolci disponibili per tutte le esigenze fino al dopo cena. A capo ci sono Agathe Jaubourg e Massimo Innocenti. «La nostra cucina affonda le sue radici nel territorio laziale e italiano, e punta l’occhio all’estero. Amiamo lavorare con le aziende a conduzione familiare, rispettose del territorio e della stagionalità. Lavoriamo in maniera ‘autarchica’, dalle salse al pane e ovviamente cornetti, pasta, pasticceria», hanno raccontato i 2 che in futuro svelano di voler migliorare sempre di più l’impatto della loro catena di lavorazione sull’ambiente (hanno già eliminato la plastica) e di dare spazio a contributi culturali e ad artigiani nell’ipogeo: una grotta romana risalente al I sec. a.C. scoperta dai gestori durante la pandemia.

Dah-ye – Via dei Sabelli 47 (San Lorenzo)

Dah-ye - Via dei Sabelli 47

Nel cuore di San Lorenzo sorge Dah-ye, un’autentica chicca che può creare dipendenza. Al timone c’è Emanuele Garzia, 43 anni, che non si è lasciato abbattere dal Covid e dalle iniziali chiusure e, seppur in ritardo di qualche mese, ha inaugurato a giugno 2020. Il locale interpreta la cucina romana con tocchi di originalità e proponendo, di volta in volta, pure dei fuori menu. Luogo piccolo, bensì confortevole, luci soffuse, personale gentile, ci sono tutti i requisiti per diventare un punto di riferimento del quartiere. «L’idea è quella di creare un’osteria moderna e popolare a prezzi accessibili. Proponiamo i grandi classici e pietanze più particolari. Vogliamo creare un ambiente in cui gli ospiti siano coccolati anche solo per fare un aperitivo o bere un drink. Sempre con prodotti di qualità», ha spiegato Emanuele. Dai panini ai cartocci, tutto è valorizzato dall’utilizzo d’ingredienti freschi e genuini. Notevoli i crostoni fatti in casa, i ravioli neri e i dolci.

Berberè – Via Mantova 5 (Salario)

Berberè – Via Mantova 5

Se ancora non conoscete Berberè, potete ritenervi dei novellini in fatto di pizza. Sì, perché il capolavoro di acqua, farina e lievito madre vivo dei fratelli Aloe rappresenta oramai un must tra gli indirizzi da segnarsi in agenda se passate da Roma e non solo. Tale catena, difatti, vanta 14 punti in Italia e 1 a Londra. Non è impasto romano, né napoletano, è Berberè, che prende il nome da un mix di spezie originario dell’Etiopia e dell’Eritrea. «Siamo un mix di professionalità, culture, creatività, bellezza e storia», hanno scritto sui loro social. Matteo e Salvatore Aloe, due fratelli calabresi, hanno aperto il primo locale nel 2010 in provincia di Bologna e da quel momento è stata un’escalation di successi. Una pizza leggera, servita già tagliata in 8 pezzi e sublimata dalla qualità altissima degli ingredienti. Si tratta di un prodotto facilmente digeribile, croccante fuori e morbido dentro. Addio, quindi, finalmente agli effetti chewing gum e alle croste lasciate nel piatto. In aggiunta, si possono richiedere impasti alternativi, ad esempio a base di farro o con idrolisi degli amidi: un processo di lievitazione privo di lieviti aggiunti, basato sull’autofermentazione del grano spezzato. «Abbiamo inaugurato la pizzeria a Roma nel 2017, è stato un evento importante per il progetto, che si è innestato così in un terreno in cui la tradizione della pizza romana, legata ad artigianalità e innovazione, ha molto in comune con l’esperienza portata avanti da Berberè. Inoltre Roma, per cultura culinaria è una delle città più importanti al mondo e sempre fonte di ispirazione, anche per noi. Proprio in questi giorni abbiamo pianificato un restyling del locale con l’obiettivo di renderlo ancora più accogliente. Sicuramente per Berberè la città capitolina può essere teatro di futuri sviluppi», ha dichiarato il duo familiare e professionale.

Sapori d’Ischia – Via Marche 19 (Via Veneto)

Sapori d’Ischia – Via Marche 19

Nonostante il nome faccia pensare a una cucina partenopea, in realtà in questo angolo vicinissimo a Via Veneto si serve la tradizione romana. E’ una locanda graziosa, composta da un team elegante e dove alcuni tagli di carne raggiungono l’apoteosi della goduria. Merita una menzione la carta dei dolci provenienti da una pasticceria sorrentina, la cui delizia al limone garantisce il ritorno!

Enqutatash – Viale della Stazione Prenestina 55

Enqutatash – Viale della Stazione Prenestina

E se si ha voglia di fornelli non italiani, ma che non sia l’inflazionato cino-giappo, basta spostarsi a Roma Est da Enqutatash: cucina etiope ed eritrea tutta rigorosamente da gustare con le mani. La location potrebbe sembrare situata in una via anonima, tuttavia una volta entrati gli arredi vi catapulteranno nel continente nero assieme alla simpatia di Giovanni il quale vi terrà compagnia attraverso aneddoti e curiosità. Consigliati CusCus e Sambusa e l’Enqutatash, una specialità della casa composta da un mix di carne e verdure. Per concludere sambuca africana o tè tipico.

Veronica Otranto Godano

 

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