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Incidente Casalpalocco, da un video di Tik Tok la difesa dei The Borderline

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lo youtuber coinvolto nell'incidente di Casal Palocco

Incidente Casal Palocco, torna a parlare uno dei rappresentanti dell’ex collettivo di intrattenitori: lo sfogo social.

Casal Palocco, torna lo spettro di giugno. A parlare è ancora uno dei rappresentanti di The Borderline che affronta – mesi dopo la tragedia che ha coinvolto il piccolo Manuel – le ripercussioni di un gesto inqualificabile secondo la comunità di residenti e non solo. Il motivo del dibattito si sposta sulle impressioni di uno dei ragazzi coinvolti. Detto “Er Motosega”.

La presentazione social, però, è molto diversa dalle precedenti. Prima si limitava a scrivere, ora parla in video con l’aiuto dei social. In particolare modo TikTok, nello specifico si affida a una voce narrante che traduce un pensiero già espresso precedentemente. “Conoscere tutta la storia per poi decidere se vale la pena di continuare a leggere il libro insieme”. Una metafora per dire che, spesso, chi punta il dito conosce i fatti soltanto a metà.

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The Borderline, non è finita: ancora uno sfogo social 

Peccato che ai followers non piaccia questa versione passivo-aggressiva del giovane: non manca chi scrive ‘Ci mancano i TheBorderline’, ma c’è anche chi prende le distanze e ferocemente. Accanto al giovane, l’influencer Gaia Cascino – nota alle cronache per aver partecipato al reality show Il Collegio – una situazione particolarmente intricata che però vede anche qualche personalità accanto ai giovani in questa vicenda. Non è tutta terra bruciata, ma conservare un palmo di terra netta – in questo ginepraio di rammarico e odio da parte di utenti e non solo – resta difficile. Quasi impossibile.

Da qualche parte, però, bisogna ripartire. “Er Motosega” sceglie di farlo dai social. Croce e delizia di questo suo percorso che somiglia più a un sentiero di rimorsi, senza contare tutto il resto: un groviglio di suggestioni, difficoltà e sentimenti contrastanti con cui non è facile fare i conti. Il confine tra vittima e carnefice resta labile, talvolta, ma c’è e fa tutta la differenza del mondo. Specialmente nell’era della post-verità. 

 

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