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Roma, amore tossico: 40enne lasciata morire di polmonite dal compagno

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Minacce di morte alla vittima una volta uscito dal carcere: paura per una donna oggetto di stalking e di un tentato stupro.

Roma. Avrebbe dovuto amarla, proteggerla invece si è trasformato nel suo peggior incubo. Una relazione tossica quella che li legava e che alla fine si è conclusa con il più triste degli epiloghi. Vani i tentativi dei familiari per tirar fuori la donna da quella relazione pericolosa e che le è costata la vita. Ora l’uomo – un 43enne – è imputato davanti alla prima Corte d’assise di Roma per omicidio volontario aggravato ma anche per cessione di stupefacenti, lesioni e maltrattamenti. Un’escalation di violenza che ha portato alla morte della donna, una 40enne, deceduta il 18 gennaio del 2022. A riportare la notizia il Messaggero. 

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La relazione tossica e le violenze 

La relazione era cominciata a febbraio 2020, ma dopo i primi tre mesi di convivenza la donna aveva fatto ritorno a casa. Qui aveva raccontato che lui l’aveva introdotta all’uso di psicofarmaci e siccome aveva paura di essere drogata, quando è tornata a casa da lui per cinque giorni non ha mai bevuto nulla che l’uomo le offrisse. Proprio in questo periodo la donna tiene una sorta di diario nel quale annota i soprusi subiti. Diario che i genitori troveranno dopo il suo decesso. “Percosse, ricatto, istigazione al suicidio, stalking, umiliazioni”, lungo l’elenco dei soprusi subiti. L’uomo la teneva sotto scacco, deciso a controllare ogni aspetto della propria vita. Nonostante ciò, la vittima torna a vivere a casa del compagno. Diversi gli episodi di violenza e legati anche all’assunzione di droghe che hanno reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere. 

La denuncia e le promesse 

In uno di questi casi, nel febbraio del 2021, la donna aveva inviato alla madre una foto con il volto tumefatto. I genitori vanno quindi a casa dell’uomo e non ricevendo alcuna risposta allertano la polizia che fa poi irruzione nell’appartamento trovando la donna incosciente. Rifiutato il ricovero, la vittima decide di denunciare l’aguzzino. Ma la donna, torna a vivere con lui “perché lo amava e le aveva promesso che non si sarebbe più comportato in quel modo”. L’ultimo incontro tra i genitori e la vittima è avvenuto a dicembre del 2021. Anche in quella circostanza le precarie condizioni di salute della vittima erano evidenti. 

Il droga party 

Intanto il tempo passa e arriva il compleanno della vittima. Per festeggiarlo l’uomo aveva organizzato un droga party a casa ma la donna inizia a sentirsi male. Lasciata “in uno stato di incoscienza e di agonia per più giorni fino al decesso”, che è avvenuto a causa di una broncopolmonite massiva bilaterale che, se presa in tempo, poteva essere trattata con successo. L’uomo avrebbe chiamato il 118 solo dopo il decesso della compagna. 

 

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