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Roma, «Siete delle parassite»: carne avariata alla figlie e sputi alla moglie. A processo dipendente del ministero

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tentano di stuprare una mamma fuori la scuola

Roma. Per umiliarla l‘apostrofava in modo tutt’altro che gentile, poi la picchiava. Le ordinava di pulire in terra dopo che lui aveva sputato sul pavimento e poi gli insulti per via degli occhi a mandorla: ‘Sei una mongoloide ritornatene a Tokyo parassita’. Nei maltrattamenti erano coinvolte anche le figlie piccole della coppia alle quali l’uomo dava da mangiare carne avariata, procurando loro vomito e mal di pancia.  Altre volte le lasciava a digiuno o ancora, le buttava dentro la doccia vestite. Una storia di violenze e maltrattamenti durata ben tre anni. A riportare la notizia Repubblica. 

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Le violenze e i maltrattamenti a moglie e figlie piccole

Maltrattamenti e violenze consumatisi nella Roma bene e andati avanti per tre lunghi anni, dal 2018 al 2021, durante i quali la moglie, di origini giapponesi, e le figlie di sette e nove anni, hanno vissuto un vero e proprio incubo. L’uomo che è un dipendente di un ministero è sotto processo davanti ai giudici della quinta sezione penale. Ora la madre e le bambine vivono in una struttura protetta. Le offese, le minacce e le botte erano all’ordine del giorno. Ad esempio, nel febbraio del 2020 dopo l’ennesima discussione, l’uomo ha afferrato la donna per una gamba, trascinandola sotto la finestra l’ha poi aperta minacciandola di buttarla di sotto. Ancora, in un caso la figlia piccola aveva implorato il padre di non umiliare più la madre ma lui non si era fermato fino a che la bambina, stremata, non ha iniziato a vomitare. 

Il digiuno e le minacce

Ma non solo. L’uomo si ‘divertiva’ a lasciare moglie e figlie senza mangiare, costringendole a dividersi un’arancia: ‘Non avete diritto a mangiare perché siete delle parassite’. E poi le minacce verso la moglie, ‘ti spaccio la faccia’ mentre le bambine piangevano implorandolo di mettere fine a quelle violenze. La moglie, inoltre, non poteva neanche insegnare la lingua alla bambine, più di una volta l’uomo aveva cercato di colpirla con una bottiglia di vetro e nell’ultimo peridio era arrivato persino a gridare alle donne di tornarsene nel loro paese, in Giappone. 

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