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Roma, turisti inglesi truffati da un tassista: “Il tassametro non funziona. Sono 20 euro a testa”

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Roma, truffa ai danni di due turisti. Marito e moglie durante la notte di San Silvestro sono stati raggirati: tassisti nel mirino.

La notte porta consiglio, ma anche qualche perplessità. È quello che è successo a una coppia di turisti a Roma, i quali durante la notte di San Silvestro hanno assistito a qualcosa che non avevano messo in conto: distrazione che hanno pagato fin troppo, per la precisione 80 euro che la coppia con figli al seguito ha dovuto lasciare al tassista.

Il 31 dicembre la famiglia ferma un taxi in piena notte per tornare a casa: destinazione Trastevere. Tempo del tragitto: 15 minuti. Tratta che il tassista ha pensato bene (secondo il suo punto di vista non secondo le regole vigenti) di far pagare 80 euro: “Niente tassametro, signori, è Capodanno. Sono 20 euro a testa”. L’autista alla guida, dopo aver comunicato la politica della vettura, vede arrivare la moglie e capisce che è troppo tardi per rimangiarsi la parola. La donna è italiana, suo marito è inglese.

Roma, il taxi della discordia: due turisti truffati, la denuncia social

Questo basta ai 4 passeggeri per capire di essere al centro di un raggiro: non resta altro che comunicarlo. Invece di denunciare subito, la donna racconta la vicenda all’interno di un noto e popolare gruppo Facebook: “Stappamamma” inserendo anche foto e numero identificativo della vettura. La vicenda balza agli occhi dell’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè che replica: “Verificheremo ogni cosa”.

taxi bianco
taxi bianco-ilcorrieredellacittà.com

Nel frattempo la donna coinvolta rettifica: “Mi dispiace che per poca gente disonesta ci rimetta una categoria che lavora, ma non è uno spot rassicurante per Roma”. La vicenda – partita da piazza San Giovanni – fa tornare alla mente quanto successo a Ema Stockholma, nota DJ, e a Camihawke, al secolo Camilla Boniardi, celebre influencer da 1,3 milioni di follower. Entrambe alle prese con i tassisti, nel 2022, perchè non volevano farle pagare con il POS. Stavolta la situazione è leggermente diversa, ma non cambia la sostanza: la categoria dei tassisti finisce ancora nel mirino con relativo sdegno degli utenti. 

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