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Tentato omicidio, armi e cocaina a Roma: fermata organizzazione che gestiva lo spaccio |VIDEO

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Tentato omicidio e spaccio a Roma

Tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente e violazione della legge sulle armi. Reati per i quali 5 persone, residenti nel quartiere Laurentino 38, sono state destinatarie di altrettante misure cautelari, 3 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma.

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L’esito delle perquisizioni delle forze dell’ordine- ilcorrieredellacitta.com

L’operazione è scattata alle prime ore dell’alba di oggi, lunedì 15 aprile, e ha coinvolto gli agenti della Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, con la collaborazione del XI Distretto San Paolo, del VIII Distretto Tor Carbone, del Commissariato Romanina, del XIV Distretto Primavalle,  del Reparto Volanti, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, del Reparto Mobile di Roma, della Squadra Mobile di Roma, delle Squadre Cinofile, della Polizia Scientifica e di personale dei Vigili del Fuoco.

Nell’ambito delle attività gli operatori hanno eseguito anche 13 decreti di perquisizione locale delegati dall’autorità giudiziaria, emessi nei confronti di 13 indagati.

Il tentato omicidio

L’indagine trae origine da fatti avvenuti nella notte del 27 settembre 2023 quando, presso il pronto soccorso dell’ospedale “S. Eugenio”, giungeva tale C.A.  ferito alla gamba destra da colpi d’arma da fuoco. Le immediate indagini, espletate anche mediante sistemi di intercettazione ambientale, espletate dal IX Distretto Esposizione, hanno consentito di far luce non solo sulle esatte dinamiche dell’evento criminoso, ma anche su quelli che sono stati i motivi che hanno determinato l’aggressione, consentendo di giungere, quindi, all’identificazione degli autori del reato che sono risultati essere i fratelli M.

I motivi dell’aggressione

Proprio in via Kafka, da diversi anni, insiste una proficua e collaudata attività di spaccio di sostanza stupefacente gestita dai fratelli in questione, i quali hanno imposto la loro egemonia in tale porzione di territorio, giungendo addirittura all’uso delle armi nel caso in cui qualcuno tenti di invadere la zona al cui interno esercitano il loro predominio; emblematica a tal proposito é stata l’indagine conclusa in merito alla sparatoria che ha visto come vittima C.A. il quale, su invito proprio dei fratelli M., si era mostrato restio ad allontanarsi dalla predetta via, venendo così ferito gravemente con colpi d’arma da fuoco.

L’organizzazione dedita allo spaccio

È risultato evidente quindi che gli stessi, che non esercitano alcuna attività lavorativa e sono gravati da precedenti di polizia in materia di spaccio di sostanza stupefacente, vivono con i proventi derivanti dall’illecita attività, tenuto conto che nel corso degli anni si sono organizzati in modo attento e capillare, predisponendo una struttura organizzata, stabile, al fine della realizzazione del loro programma criminoso da cui ne è derivato un rilevante allarme sociale.

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Le perquisizioni delle forze dell’ordine – ilcorrieredellacitta.com

L’intercettazione di conversazioni e comunicazioni

Durante l’attività investigativa sono state intercettate conversazioni e/o comunicazioni tra presenti in cui i vari soggetti monitorati hanno fatto esplicito riferimento all’attività di spaccio esercitata dai fratelli M. indicandoli come gestori della piazza di spaccio dell’XI° ponte, ovvero di Via Kafka.

Nel corso dell’indagine oltre ad avere acquisito elementi probatori a carico degli indagati, i fratelli M., perché ritenuti responsabili di tentato omicidio avvenuto nei confronti di C.A. il 27 settembre 2023, sono emersi elementi a carico di 11 soggetti facenti capo al noto pregiudicato B. V. A., relativamente ad una proficua ed assidua attività illecita di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”, per cui i servizi di riscontro organizzati hanno permesso di rinvenire non solo notevoli quantitativi di sostanza stupefacente ma anche armi da fuoco illegalmente detenute.

Durante l’esecuzione delle misure sono stati sequestrati 27.000 euro in contanti e 3 rolex.

Ad ogni modo tutti gli indagati sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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