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Cronaca di Roma

Topi nel reparto Covid dell’ospedale: ‘Oltre alle trappole nessun provvedimento dell’Amministrazione’

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Topi nel reparto Covid dell' ospedale Sant'Andrea

Topi in ospedale. Sembra incredibile eppure è la realtà: trappole per roditori sono posizionate tra i corridoi, vicino alle porte, alle barelle. Una situazione — come denunciano medici ed infermieri — che ormai va avanti da almeno 20 giorni e della quale nessuno riesce a spiegarne le cause. 

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Topi nel reparto Covid del Sant’Andrea: la situazione

Siamo al nono piano dell’ospedale Sant’Andrea, nel reparto Covid e proprio qui da ormai due settimane abbondanti è in corso una ‘nuova epidemia’, quella dei topi. Come riportato da Repubblica, tutto è cominciato con il ritrovamento di alcuni escrementi che hanno fatto scattare l’allarme dei dipendenti. Avvisata l’amministrazione del nosocomio, è poi intervenuto l’ufficio igiene ma per una disinfestazione vera e propria si sarebbe dovuto spostare il reparto e non è stato possibile.

Mancanza di spazi adeguati

In questa circostanza torna a farsi sentire in tutta la sua urgenza la mancanza di spazi disponibili ed adeguati per far fronte a simili inconvenienti. Così, non resta altro che attrezzarsi come si può e in questo specifico caso con l’utilizzo di trappole posizionate qua e là all’interno del reparto. 

I provvedimenti (mancati) 

Come fanno sapere gli operatori sanitari, oltre all’utilizzo delle trappole non ci sono stati altri provvedimenti da parte dell’amministrazione dell’ospedale nonostante la presenza dei roditori all’interno dei controsoffitti si senta forte e chiara, portando ad ipotizzare che abbiamo fatto una tana proprio in quel punto. Al momento inoltre non è dato sapere né quando verranno rimosse le trappole né quando ci sarà la disinfestazione, intanto l’apprensione di pazienti e personale sanitario cresce di giorno in giorno. 

Il commento del segretario del Nursing

In merito si è espresso anche il segretario provinciale del Nursing di Roma, Stefano Barone: ‘Parliamo di un reparto dove, ancora più degli altri, sono previste misure di sicurezza, mascherine e dispositivi di protezione e dove tutto deve essere sterilizzato, afferma Barone che aggiunge: ‘Situazioni di degrado come questa le abbiamo affrontati in ospedali più datati, ma è paradossale che avvenga in uno degli ultimi ospedali aperti a Roma. E l’amministrazione lo sa, e non fa nulla più che mettere le trappole’, conclude. 

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