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Violenta 12 donne fingendosi un regista: 50enne torna libero

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Processo di Silvio

Nonostante sia accusato di 12 violenze sessuali C. M., 50enne originario di Frosinone, può tornare a godersi la libertà. Si è svolta proprio ieri, venerdì 13 gennaio, l’ennesima udienza a carico dell’uomo che adescava le proprie vittime fingendosi un regista. L’udienza è stata rinviata e le donne devono aspettare che i nodi burocratici vengano al pettine per ottenere la giustizia che meritano. Se infatti il copione utilizzato dal 50enne per attrarre a sé le vittime era sempre uguale, anche la dinamica che va in scena nelle aule del Tribunale di Roma, appare sempre la medesima. Cavilli ed assenze, impediscono — purtroppo — alla giustizia di andare avanti. Ieri, ad esempio, i testimoni chiamati dalla difesa non si sono presentati. 

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Alla luce di ciò, i tempi si allungano e l’uomo —  considerando anche che, da qualche mese, sono venuti meno anche i termini di custodia cautelare — torna ad essere libero. In particolare, la procura contesta al 50enne 4 violenze avvenute a Milano e altre 8 a Roma, senza tener conto di un tredicesimo episodio per il quale inizierà a breve un ulteriore processo. Nonostante la causa sia cominciata, tra assenze di testimoni, cambi di difensori ed impedimenti vari, le udienze vengono rinviate e, nel frattempo, l’uomo è tornato in libertà. 

Il finto regista 

Come riporta Repubblica, in Lombardia, C. M., si presentava come il responsabile di un’agenzia cinematografica. Riceveva le aspiranti attrici in un business center, poi dava loro un appuntamento in un McDonald’s dove veniva effettuato un provino e ‘dopo aver recitato con la vittima nel locale’ invitava le ragazze a casa per provare un’altra scena. Alcune ragazze hanno rifiutato l’offerta mentre altre si sono invece recate nell‘appartamento dell’uomo. ‘Le faceva spogliare nella parte superiore del corpo, le baciava in bocca, le abbracciava e le palpeggiava sul seno’. E a Roma il copione non è, purtroppo, cambiato. Chiedeva loro di spogliarsi, girava scene in boxer e prometteva alla vittime delle parti in film che non sono mai stati realizzati. A seguito della denuncia, l’uomo nel 2020 è stato arrestato ma adesso, le 12 vittime attendono ancora che venga fatto loro giustizia. 

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