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    AccesCo dovrebbe iniziare ad offrire una rete unica a banda ultralarga

    foto Mika Baumeister / Unsplash

    A settembre 2020 è nata AccessCo, la società italiana preposta allo sviluppo della banda ultralarga in tutta Italia. Sorge dalle ceneri del precedente tentativo – iniziato con il governo Renzi – di creare l’autostrada digitale per tutta Italia, e vede la fusione fra quello che allora fu il risultato di Renzi: Open Fiber, con quello che realizzarono i privati, FiberCop (proprietà Tim, controllata dalla francese Vivendi compartecipata Fastweb) al 50,1% del capitale e la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti. 

    Il 31 Agosto il Governo, visti i disagi durante il lockdown, che hanno mostrato quanto ci sia ancora da fare in Italia sul piano del digital divide (come sottolinea da anni puntualmente il rapporto Desi dell’UE) e quanto frammentata sia la rete a banda veloce italiana, ha deciso di promuovere una banda ultralarga partecipata tra pubblico e privato. 

    La velocità della rete

    Luigi Corsetti, esperto del sito Cercotech, ha dichiarato: “A volte vengono da me clienti che mi chiedono di rendere il loro computer più veloce per poter navigare meglio in internet, ma il problema non è il pc, la scheda ram, e la capacità, è proprio la Rete. Nonostante l’Italia nell’ultimo anno, abbia visto un incremento di velocità di download del 25%, ancora è di soli 23,18 Mbps”. 

    Un risultato che si aggiudica gli ultimi posti sul podio in Europa. Infatti – come evidenzia il report Worldwide broadband speed league 2020 – l’Italia è poco prima di alcune nazioni dell’Europa Orientale, come Bosnia Erzegovina, Kosovo e Albania. La media è di 17,6 Mbps, mentre la nazione più veloce è la Corea del Sud con 50 Mbps.

    Le tempistiche di AccesCo

    Dopo la valutazione degli asset, per la fine di marzo 2021 ci dovrebbe essere la firma della fusione. L’autorizzazione di Agcom richiederà invece un tempo minimo di sei mesi. Successivamente si dovrà anche fare la supervisione dell’autorità Antitrust sia italiana che europea. Per fine 2021 dovrebbe essere in piena lavorazione AccesCo. 

    La rete unica è pronta da un punto di vista tecnico, gli advisor sono nominati e le discussioni per lo sviluppo della rete unica vanno avanti con Cdp e con il Governo”. Ha dichiarato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi.

    Prospettive 

    Il 66% della popolazione italiana è raggiunta dalla copertura della banda italiana a 30 Mbps, di cui Tim è la maggior depositaria, possedendo 12,2 milioni di linee. AccesCo porterebbe a un monopolio della rete internet, riducendo drasticamente la concorrenza delle altre reti e imponendo dunque un prezzo per l’utente. Questo aspetto massimizza la copertura, ma non permette un libero mercato equo. 

    Il Paese necessita urgentemente di una rete internet Very High Capacity, basti pensare a quante volte in questi mesi i siti che il Governo indicava per richiedere qualche contributo, saltavano, generando ritardi. È successo all’inizio della pandemia con la richiesta della cassa integrazione in deroga per le partite iva, e l’ultimo caso invece è stato quello del cashback. Che l’ultrafibra arrivi, e veloce!