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Nettuno

Agguato di mafia a Nettuno. ‘Aprite, siamo poliziotti’ e sparano: padre e figlio di 16 anni gravissimi

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Antonello Francavilla

Si sono travestiti da agenti della Polizia e non per fare uno “scherzo di Carnevale”. Lo hanno fatto per farsi aprire la porta, poi per aprire il fuoco e colpire il boss Antonello Francavilla, elemento di vertice della batteria della Società Foggiana, Sinesi-Francavilla e il figlio di appena 16 anni. Un vero e proprio agguato quello che è avvenuto ieri, nella tarda mattinata, a Nettuno, in via Greccio.

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La modalità dell’agguato a Nettuno

Due uomini, con la divisa della Polizia, si sono presentati fuori casa dell’uomo, che si trovava ai domiciliari con il braccialetto elettronico, hanno suonato al campanello. Lui ha aperto la porta, convinto di trovarsi di fronte dei poliziotti. Ma si sbagliava. Subito è stato colpito con ben cinque colpi di pistola e lui, Francavilla, che era stato arrestato a novembre del 2013 nella sua villa-bunker della provincia di Foggia con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione di traffico internazionale di sostanze stupefacenti importate dal Marocco, è caduto a terra. Ma i sicari, non contenti, avevano in mente un altro piano: quello di trovare il figlio e colpire anche lui. Il ragazzo di 16 anni si stava facendo la doccia quando è stato sorpreso e colpito al torace e alla testa.  Le sue condizioni di salute sono disperate: è stato elisoccorso e trasportato al Policlinico Gemelli, dove la prognosi resta riservata. I medici stanno facendo di tutto per salvarlo, ma il giovane pare stia lottando tra la vita e la morte. 

Chi sono i sicari

Francavilla, prima di perdere i sensi e di essere trasportato in ospedale, avrebbe chiesto aiuto, avrebbe fatto di tutto pur di salvare il figlio. Ma pare abbia taciuto sui sicari, che forse lui conosce bene. Intanto, le indagini che sono coordinate dai PM della DDA di Roma continuano e forse nelle prossime ore potrebbero arrivare delle risposte, forse proprio dalla Puglia.

Chi è Antonello Francavilla

Il boss, infatti, da anni è in lotta contro un’altra batteria della sua zona, quella di Foggia, sempre impelagata in affari di droga ed estorsioni, quella dei Moretti-Pellegrino-Lanza e non è escluso che l’agguato di ieri avvenuto a Nettuno sia maturato in questo contesto. Ma al momento non c’è nessuna certezza perché gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza su quello che potrebbe essere un regolamento di conti.

Francavilla si trovava sul litorale romano, dove stava scontando i domiciliari dopo essere stato arrestato con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione di traffico internazionale di sostanze stupefacenti importate dal Marocco, droga che sarebbe poi arrivata in Puglia. I due sicari di ieri hanno seguito il figlio di Francavilla, che si trovava dal padre in occasione del Carnevale? Sapevano di trovare anche il ragazzo di 16 anni lì? L’obiettivo era il boss, ma volevano fargliela pagare colpendo anche una delle persone più importanti della sua vita?

Le condizioni del figlio

Il giovane è in condizioni disperate, lui che è stato colpito alla testa e al torace, all’altezza della spina dorsale, ora lotta tra la vita e la morte. Nella serata di ieri e nella notte, come fa sapere il Policlinico Gemelli, il 16enne è stato sottoposto, dalle equipe neurochirurgiche e ortopediche, a un primo intervento di rimozione del proiettile in sede parietale destro e craniotomia de compressiva. I chirurgi hanno rimosso un secondo proiettile, che si trovava nella quinta vertebra dorsale e ora il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva pediatrica, intubato e ventilato meccanicamente in sedazione farmacologica. E se la prognosi resta riservata e i medici stanno facendo di tutto per salvarlo, il padre si trova nel nosocomio di Anzio piantonato dalla Polizia e forse presto, non appena sarà possibile, verrà ascoltato. Sulla vicenda, intanto, le indagini continuano per dare un volto e un nome a chi ieri, in una mattinata come tante, ha aperto il fuoco. 

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