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Anzio e i continui roghi tossici notturni in più quartieri. E’ una nuova terra dei fuochi?

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Sono tante le segnalazioni di roghi tossici notturni ad Anzio, con conseguenti odori acri di plastica bruciata, che da diversi mesi arrivano all’associazione ‘Uniti per l’ambiente’. Cittadini disperati ed esausti dai continui incendi che divampano in più quartieri di Anzio: Falasche,  Sàcida, Padiglione, Lavinio. E proprio nella notte tra il 16 e il 17 luglio sembra che i Vigili siano intervenuti per domare le fiamme in via Spadellata, nel tratto tra via delle Cinque miglia e via Antonio Meucci. A fuoco, questa volta, ancora materiali plastici.

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Roghi tossici ad Anzio, la lettera al Sindaco per trovare una soluzione

L’Associazione Uniti per l’ambiente ha scritto al sindaco affinché si faccia qualcosa vista la situazione ormai drammatica. “Il degrado di Anzio, specialmente nella sua periferia,  è un lento ma inesorabile fenomeno che sta cambiando radicalmente la stessa immagine di ridente cittadina di mare in cui si fanno vacanze tranquille e si mangia un pesce eccezionale” – si legge nella lettera.  “Sono ormai mesi che nella zona della Sacida vengono segnalati, specialmente durante le ore serali, forti miasmi  che, trasportati dalla brezza, arrivano fino alla Piazza di Lavinio ed a Lido dei Pini. Si tratta del tipico odore di plastica o gomma bruciata, del tipo che si accompagna generalmente alla produzione di diossina. Io in quel territorio ci vivo e cerco, insieme a tanti altri, di rendermi interprete  dei problemi ambientali che lo assillano sempre di piu. Con gli amici di Uniti Per l’Ambiente abbiamo cominciato a monitorare il fenomeno che si ripete  come se si trattasse di una combustione generata da uno  smaltimento periodico”. 

Ma perché così tanti roghi tossici? Tra le ipotesi quello dello smaltimento illegale delle coperture plastiche delle serre. “La consigliera comunale Maria Teresa Russo, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha ipotizzato che il fenomeno dei roghi tossici  sia riconducibile ad aziende agricole che smaltiscono illegalmente le coperture plastiche delle serre, dando fuoco a dette coperture. E’ una ipotesi da verificare, potrebbero essere anche altre cause”. 

L’Associazione si è anche rivolta alla Regione Lazio e all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) senza, però, ottenere le risposte sperate.  “Tutti ci hanno detto che il soggetto giuridico preposto ad intervenire sulla situazione è il comune di Anzio” – dichiara Marco Mandelli dell’UPA. 

Uniti per l’ambiente invita tutti i cittadini di Anzio e di Nettuno che avvertissero forti odori di plastica bruciata ad avvisare: 

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