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Casal Bernocchi, Patria e Libertà segnala i disagi per i tamponi sul Covid

coronavirus

Sorgono problemi per effettuare i tamponi sul Coronavirus al punto di raccolta dell’ASL Roma 3 di Casal Bernocchi, come nelle ultime ore sta segnalando il movimento politico di Patria e Libertà.

Una situazione innescata dalla notizia di un malato nel territorio di Fiumicino, che lavorando presso un noto ristorante del territorio fiumicinense potrebbe aver contagiato numerose persone. 

Tutte situazioni d’accertare sia chiaro, ma è indubbio come tante persone – anche solo per scrupolo – stanno provvedendo a effettuare il tampone per valutare se contagiati da Covid-19 oppure no. O almeno era questo il desiderio.

Infatti i cittadini si sono trovati davanti a una scena imbarazzante per effettuare questo test presso i parcheggi dell’ASL Roma 3, dove per via di questa notizia in tantissime persone si sono precipitate dal Comune di Fiumicino e dal territorio del X Municipio per effettuare tale analisi. Una situazione che ha creato interminabili file davanti alle tende attrezzate per i tamponi sul Coronavirus, con tantissimi cittadini che hanno dovuto rinunciare a effettuare i controlli e magari ripresentarsi già oggi nella speranza di trovare meno persone e più tranquillità per effettuare questo tipo di analisi delicata. 

Il movimento politico di Patria e Libertà dichiara a riguardo: “Sono innumerevoli le denunce che ci stanno giungendo da parte dei cittadini del nostro Comune che sono stati costretti a rientrare a casa senza tampone dopo un’interminabile fila creatasi per arrivare al pronto soccorso di Casal Bernocchi”

Prosegue il circolo di Patria e Libertà: “Il sindaco Esterino Montino prima di creare allarmismo avrebbe dovuto constatare se il Pronto Soccorso di Casal Bernocchi fosse in grado di sostenere la mole di persone che volevano ricevere il tampone per accertarsi se contagiati o meno dal Covid-19“. 

Ha concluso Patria e Libertà sulla faccenda: “Ci chiediamo inoltre come mai in passato non si sia mai fatto il nome di nessun contagiato, mentre adesso si crea un allarme generale facendo anche il nome del locale nel quale lavorava la persona contagiata quando, come la legge richiede, il locale ha fornito all’ASL l’elenco di chi era presente quei giorni e sta prendendo contatto con i cittadini“.