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Ciclabile Ostia, esposto della Lega alla Corte dei Conti per danno erariale. Il M5S: «Pista legittima e resterà al suo posto»

OSTIA: PICCA (LEGA), PRESENTATO ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE SU PISTA CICLABILE. LA REPLICA DEL M5S: «LA CICLABILE NON SI TOCCA»

Il Ministero dei Trasporti ha decretato nelle scorse ore, come è noto, l’annullamento della delibera di Giunta da parte del Ministero dei Trasporti con la quale il 5 agosto scorso il Municipio X autorizzava la realizzazione della pista ciclabile sul lungomare e tutte le modifiche apportate alla circolazione e alla sosta

Questa mattina, a 48 ore di distanza dalla notizia, la Lega, rappresentata nel parlamentino lidense, dalla capogruppo, Monica Picca, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere un accertamento in merito a presunte irregolarità emerse nella realizzazione della pista ciclabile sul lungomare di Ostia.

Ciclabile Ostia: l’esposto della Lega

La ciclabile per il MIT è dunque da ritenersi illegittima. «Nonostante i nostri esposti, i pareri contrari della Municipale, il mancato coinvolgimento nella realizzazione del piano per la mobilità del dipartimento di Roma Capitale, e la sonora bocciatura arrivata dal Mit, la giunta grillina continua a non dare risposte ai cittadini, alla faccia della tanto decantata trasparenza», attacca la Picca.

«La pista ciclabile è stata realizzata in fretta solo per far tagliare il nostro alla Sindaca, senza rispetto delle prassi amministrative, consegnando alla città un lungomare oggi insicuro, dove spesso il traffico creato dal restringimento della carreggiata mette in difficoltà anche i mezzi di soccorso che utilizzano il lungomare per arrivare al presidio sanitario del Grassi», prosegue la nota.

«Senza parlare della pericolosità dei parcheggi, trasferiti nella carreggiata interna, con il risultato, specie per le persone disabili, di essere investiti da auto a sinistra o da bici e monopattini nel lato interno, poichè tale ciclabile non è in alcun modo messa in sicurezza rispetto alla sede stradale. Siamo convinti che, specie dopo la bocciatura del Mit, possano sussistere gli estremi per un danno erariale, essendo stati spesi soldi pubblici per un’iniziativa spacciata come provvisoria ma che, come testimoniano i parapedonali cementati, ha di fatto cambiato in maniera definitiva i connotati al lungomare», conclude la Picca.

La replica, Paolo Ferrara (M5S): «La ciclabile è legittima e resterà al suo posto»

Alle polemiche sorte in queste giorni ha risposto il consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara. 

«Ancora una volta contro la pista ciclabile. In un lungomare dove tutto è abusivo alcuni ‘poco di buono’ si scagliano contro le biciclette. Se avessero combattuto contro la mafia così come stanno facendo per eliminare questo lavoro oggi Roma e il suo mare sarebbero stati sicuramente migliori. Peccato che gli ha detto male anche questa volta», dichiara Ferrara.

«La pista non si tocca»

«La ciclabile di Ostia è legittima e rimarrà al suo posto – continua Ferrara – Abbiamo agito in completa trasparenza e nel rispetto delle regole. Per dipanare ogni dubbio chiariamo sin da subito che il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di cui tanto si parla, non annulla il progetto della ciclabile approvato lo scorso maggio, ma un’altra delibera approvata il 5 agosto 2020 sulla pedonalizzazione del Lungomare. Tra l’altro la delibera di Giunta è un atto di indirizzo politico che, necessariamente, deve essere reso esecutivo da un atto dirigenziale: cosa avvenuta per la pista ciclabile e per la modifica della viabilità».
 
«Per quanto riguarda invece la competenza, che è l’elemento principale su cui si basa il Decreto ministeriale, bisogna precisare che la pista ciclabile realizzata dal Municipio è stata approvata con carattere di temporaneità. Per tale caratteristica, la Direzione Programmazione e Attuazione dei Piani di Mobilità del Dipartimento Mobilità e Trasporti non è intervenuta nel processo dei pareri, non di competenza dipartimentale; questo ha tratto il ministero in errore. Dunque la pista con buona pace dei ‘poco di buono’ rimane dove si trova e verrà, come detto più volte, migliorata».