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Appello di un padre disperato: “Alexander è scomparso, non so se è vivo o morto, aiutatemi a trovare mio figlio!”

E’ dal lontano 4 novembre 2006 che papà Stefano lotta per poter riabbracciare il proprio figlio Alexander scomparso e sottratto dall’amore paterno e da quello di tutti i suoi congiunti italiani. Ma a quanto pare dalle indagini delle autorità rumene ancora nessuna traccia.

“Alexander è scomparso, non so più se è vivo o morto, aiutatemi a trovare mio figlio!”

E’ questo il forte grido di Stefano Liberato che in prossimità del nono compleanno del figlio Alexander riecheggierà in questi giorni a Roma. Un appello ed una richiesta di aiuto che inizierà oggi in Piazza Montecitorio (di fronte alla Camera dei Deputati) e continuerà venerdì 20 febbraio in Senato (piazza delle cinque lune) dalle ore 9.00 alle ore 14.00. Protesta partita da Roma che nel giro di poco tempo coinvolgerà altrettante piazze italiane ed europee: ”L’obiettivo fondamentale della protesta è ritrovare Alexander” dichiara il suo papà. “Per far ciò bisogna coinvolgere tutte le forze politiche assieme al Presidente della Camera affinchè interagisca direttamente con il Ministero degli esteri” aggiunge Stefano Liberato. Il valoroso papà giuliese da più di 8 anni lotta per riabbracciare il proprio figlio rapito dalla madre. Il docente giuliese infatti, non ha mai potuto esercitare la sua potestà genitoriale a causa del comportamento follemente ostruzionistico posto in essere per continui sette anni dalla madre. Di conseguenza proprio nel luglio 2013 il Tribunale civile di Teramo – dopo lunghe indagini in un processo di separazione durato per ben sette anni – decretava definitivamente l’affidamento esclusivo al padre che, “Si rendeva necessario ed urgente proprio per tutelare gli interessi morali e materiali del minore a causa dell’abnorme comportamento avuto dalla madre che si è dimostrata del tutto inidonea a svolgere i compiti educativi verso il figlio”.

“La Corte d’appello dell’Aquila – su apposito ricorso fatto della ex-moglie per opporsi alla Sentenza teramana – accoglie il suddetto ricorso dapprima con una scarna e incompleta ordinanza nel dicembre 2013 che sospendeva l’esecuzione della sentenza teramana in terra romena e, successivamente dopo pochissimi mesi nel marzo 2014 emette una illogica ed infondata sentenza definitiva in cui viene incredibilmente ribaltata e riformata molto ma molto discutibilmente la precisa e puntigliosa sentenza teramana decretando l’affidamento esclusivo alla madre appoggiando la sentenza di divorzio romena che glielo affidava. Sentenza di divorzio romena peraltro non valida, poiché il tribunale civile romeno di Bucarest è stato adito a posteriori, e cioè dopo ben 2 anni nel settembre 2009, rispetto al Tribunale italiano (maggio 2007) che è stato preventivamente interpellato dal Liberato a pronunciarsi (vedere art. 19 reg. Ce 2201/2003).

Ad oggi non ci sono più notizie riguardanti questo piccolo fanciullo italiano scomparso in terra straniera. Quella di Alexander Liberato è una triste storia, una storia che coinvolge non solo la sua famiglia, ma un intera nazione, uno stato che dovrebbe combattere le prepotenze e gli abusi delle autorità estere che a quanto pare non riescono a trovare un figlio di questa nazione, un bimbo che tutti noi dovremmo riabbracciare.

Il 20 febbraio 2015 Alexander compirà il suo nono compleanno, pertanto, da italiani, è nostro dovere in queste giornate di protesta stare vicino alla famiglia Liberato affinchè Alexander torni in Italia dal suo papà ! Massimiliano Gobbi