Home News Cronaca ARDEA, ANCORA “CONSIGLI”, STAVOLTA ALL’ASSOCIAZIONE CIVILTA’

ARDEA, ANCORA “CONSIGLI”, STAVOLTA ALL’ASSOCIAZIONE CIVILTA’

“Ambiente mafioso”, con “consigli al limite delle minacce”:  così il presidente dell’Associazione Civiltà Mauro Porcelli definisce ormai Ardea, dove la legalità – cavallo di battaglia proclamato dall’ex sindaco Carlo Eufemi e sposato come slogan anche dal suo successore Luca Di Fiori – pare aver deciso di deporre le armi per trasferirsi altrove. E’ di queste ore la notizia che Porcelli sia stato raggiunto dal “consiglio” di smettere di denunciare tutto e tutti. In particolar modo, al presidente dell’Associazione Civiltà è stato “suggerito” di non inoltrare alla stampa comunicati che riguardano certe attività del litorale, così come invece avvenuto in recenti articoli. Tale “consiglio”, secondo quanto ammesso dallo stesso Porcelli, prevedeva anche la clausola secondo la quale si sarebbero potuti scatenare controlli verso altre attività non meglio individuate che, secondo tale individuo, sarebbero affette da abusi. “L’ammonimento, dal quale emergerebbe il modus operandi del manzoniano Don Rodrigo – allo stato don Masino – induce l’associazione a rilanciare proprio su quella attività per la quale è stato richiesto un controllo al preposto responsabile del commercio a tutela dei commercianti stabili del nostro territorio – ha dichiarato Porcelli – Se i controlli non venissero eseguiti, pur giungendo “consigli” vari, ci sarebbe la conferma del metodo abusivo/omissivo di agire su certune situazioni rispetto ad altre. L’associazione, che non gestisce appalti né servizi di pulizia spiaggia ne loculi cimiteriali, né si fa ridipingere il palazzetto di giallo, richiede quindi alle forze dell’ordine ed a tutti gli organi istituzionali interessati di aumentare l’attenzione su eventuali abusi del territorio, ad iniziare da quelle attività poste abusivamente sui fossi o sui mari, che godono di protezioni inspiegabili a dispetto delle leggi dello Stato”. Porcelli, per niente spaventato, intende procedere verso denuncia formale della situazione. “Stante il particolare consiglio, la preoccupante situazione del Comune di Ardea provvederemo a sottoporla ad ogni struttura istituzionale affinché accenda un riflettore su taluni atteggiamenti emulanti i gangster dei cartelli colombiani. Questo a suggellare fatti e future possibili conseguenze personali a chi si batte solo ed esclusivamente a tutela degli interessi collettivi. Piuttosto un consiglio lo vogliamo dare noi: chi non è complice di un certo tipo di politica si costituisca parte civile sui diversi reati penali a danno della collettività con procedimenti in corso, anche nel rispetto di una delibera consiliare del 2006, ad oggi disattesa”. Certamente la lettera del presidente non passerà inosservata. Ad Ardea la criminalità, malgrado l’impegno profuso dalla forze dell’ordine, è in aumento, soprattutto quella mascherata da “consigli”.

Luigi Centore