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Capretta massacrata di calci ad Anagni: 6 i ragazzi coinvolti, uno è accusato di aver ucciso l’animale

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di BARBARA POLIDORI

Sono in totale sei le persone coinvolte nelle indagini per l’uccisione della capretta di Anagni, ripresa lo scorso 27 agosto mentre veniva brutalmente torturata. Il video, diventato virale in poche ore, vede un indagato per l’uccisione dell’animale e cinque amici accusati per istigazione verso la povera bestia.

È quanto ha deciso la Procura della Repubblica di Frosinone che nelle ultime ore ha notificato la conclusione delle indagini ai sei ragazzi coinvolti nei fatti. Per il minore, l’accusa procederà con un iter a parte, tramite la Procura dei minori.

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Sei ragazzi coinvolti per la capretta uccisa ad Anagni: per loro l’animale era già morto

I sei imputati, difesi rispettivamente dai legali Giampiero Vellucci, Daniele Natalia, Filippo Misserville, Antonella Sforza, Pietro Polidori e Francesca Ruggeri, allo stato dell’arte hanno esposto una versione diversa dei fatti, che farebbe cadere l’accusa ma che si scontra, comunque, con le immagini circolate ad agosto sui social.

Secondo gli accusati infatti, l’animale al momento del video sarebbe stato già morto. Una tesi che trova il sostegno anche nella versione di alcuni testimoni e clienti presenti quel giorno, che avrebbero indicato la capretta deceduta prima ancora che iniziasse la festa di compleanno.

Cinque accusati per istigazione e un indagato per l’uccisione ad Anagni

Degli accusati, sei sono maggiorenni, mentre per un minore, coinvolto nei fatti, interverrà la Procura dei minori, dal momento che si tratta di un 16enne. Ed è proprio il minorenne che dovrà rispondere di “uccisione di animali”, mentre per gli altri pende il reato di “istigazione a delinquere”.

Stando alle ricostruzioni, il gruppo di adolescenti ruoterebbe intorno a due persone mentre colpivano a suon di calci la capretta di Anagni, di cui una minorenne e accusata di aver ucciso la bestia, mentre gli altri li avrebbero “aizzato” a proseguire la barbarie, riprendendo il tutto col telefono e procedendo poi a divulgare il contenuto con gli smartphone.

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