Home News Cronaca CONSULTORIO ARDEA: VITTORIA DELLE DONNE, MA ANCORA NON BASTA

CONSULTORIO ARDEA: VITTORIA DELLE DONNE, MA ANCORA NON BASTA

consultorioConsultorio di Ardea, una vittoria delle donne e per le donne. Ad aggiornare sulla situazione della struttura sanitaria à Barbara Tamanti, una delle maggiori sostenitrici del progetto di salvaguardia del consultorio di via dei Tassi. “La nostra soddisfazione è grande nel constatare che il nostro consultorio territoriale è salvo e tra  poco verrà traslocato in una struttura adeguata e in muratura, accogliente e salubre, finalmente. Ringraziamo per l’impegno e la presa incarico dell’emergenza in cui versava la struttura inadeguata ad ospitare un presidio sanitario chi, a tutti i livelli, ha riconosciuto questa  necessità  e compreso la sua importanza – ha dichiarato la Tamanti – L’area territoriale che copre questo consultorio è molto estesa e le utenze in costante crescita, anche in virtù dei servizi che esso  è in grado di offrire. Nel caso di Ardea, però, il consultorio si limita ai servizi base per mancanza di ore a disposizione di medici ed operatori: per questo molte donne si vedono fissare appuntamenti per con mesi di lista d’attesa”. Per Barbara Tamanti occorrerebbe uno sforzo in più. “Molto di più si potrebbe fare se avessimo la possibilità di tenere aperto  il presidio di  pomeriggio, facilitando così la frequentazione del consultorio alle giovani donne studentesse, categoria per la quale i consultori fanno un’ottima informazione e tutela in fatto di sessualità protetta, di conoscenza, cura, prevenzione  e maternità consapevole. Quella fascia di età purtroppo si trova estromessa, in quanto il consultorio di Ardea apre solo la mattina. Crediamo il caso di intraprendere richiesta di maggiorazione di ore degli operatori e medici, in particolare per la ginecologia, presso le  competenti autorità, per consentire di tenere aperto per almeno un pomeriggio o due a settimana il consultorio di via dei Tassi e  snellire così le  liste  di attesa che in certi periodi si traducono in fermo prenotazioni visite”.