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EX PETTIROSSO, ACQUIRENTI INFURIATI DOPO L’ASSEMBLEA CON GLI AMMINISTRATORI

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Ancora più infuriati. Questo l’umore degli acquirenti degli appartamenti coinvolti nel contenzioso ex Pettirosso, che ieri hanno partecipato numerosissimi all’assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione comunale per spiegare le novità sulla vicenda.  Al centro della discussione una nota della Regione Lazio che ha indicato i riferimenti normativi che in linea teorica potrebbero essere utilizzati per situazioni come quella che interessa gli immobili in oggetto, lasciando la valutazione sull’applicabilità al Comune di Pomezia. Gli Uffici tecnici dell’Ente hanno lavorato a tale valutazione riscontrando l’impossibilità di sanare la situazione, pur applicando i riferimenti normativi indicati. In particolare, l’aspetto più problematico che emerge dalla vicenda in questione riguarda il profilo edilizio, attinente gli interventi realizzati in difformità rispetto alla convenzione. Gli edifici realizzati infatti, che da convenzione e permesso a costruire prevedevano destinazioni per residence, sono stati realizzati e poi venduti a uso abitativo.

Vista l’impossibilità di sanare i problemi legati alla destinazione d’uso degli immobili, nel corso dell’assemblea è emerso che allo stato attuale non è praticabile la strada di una transazione per la cessazione dei contenziosi tra il Comune di Pomezia e i proprietari degli immobili stessi.

L’Amministrazione comunale si è impegnata ad investire la Regione Lazio del problema affinché, forte della facoltà di legiferare, possa produrre norme che consentano di giungere a una soluzione nel più breve tempo possibile.

Duri i commenti di alcuni acquirenti. “Si è trattato di un’assemblea inutile, visto che ci hanno soltanto ripetuto le stesse cose di un anno fa. L’unica novità è rappresentata dal fatto che il cambio destinazione d’uso non si può fare, almeno secondo quanto riportato dal sindaco. Secondo i nostri tecnici le cose non stanno proprio così: sembra piuttosto un’interpretazione negativa da parte dei tecnici comunali del parere della Regione. Sapete qual’è la vera novità? Che è molto semplice amministrare il comune di Pomezia come stanno facendo adesso, senza prendersi alcuna responsabilità. Mi sono sentito dire da persone facenti parte dell’Amministrazione comunale che NOI ci dovremmo rivolgere alla corte dei conti, che NOI dovremmo presentarvi un legale esperto di urbanistica, perché il legale incaricato dal Comune non accetta il cambio destinazione d’uso, che NOI dovremmo denunciare i responsabili del comune che hanno provocato questa truffa. Eppure è il Comune ad avere a disposizione uno studio legale, pagato profumatamente, non noi. E visto che anche per ottenere il parere della Regione la parte più attiva sicuramente non è stata il Comune: basta chiedere agli assessori Filippone ed Avesani per avere la conforma di questo conferma. Ma sarebbe già sufficiente pensare al fatto che il documento della Regione è stato “smarrito” negli uffici comunali per quasi un mese, per cui è stato necessario che venisse nuovamente inviato dalla Regione. Permettetemi un commento sull’intervento dell’assessore Avesani: Cara Emanuela, nel definirlo alquanto discutibile (continuate ad arroccarvi sulla decadenza della convenzione e sulla delibera del Commissario straordinario, ignorando tutte le colpe del Comune in questa vicenda), le posso dire che il suo finale è stato un insulto all’intelligenza umana; proporre una transazione (quindi un esborso economico) senza cambio destinazione d’uso ė servito soltanto a far “avvelenare” i presenti, compreso il sottoscritto”. Ancora più indignato il secondo commento: “Di fronte ad un problema di incredibile disagio sociale ed umano ed  una gravissima ingiustizia nei confronti di cittadini onesti, con enormi responsabilità del Comune di Pomezia, l’incontro pubblico di ieri indetto dal sindaco è stato uno spettacolo indegno ed un ulteriore presa in giro verso famiglie che sono minacciate continuamente di perdere la propria casa acquistata con la fatica di tutta una vita! Si devono vergognare! Il Comune si è nascosto dietro a cavilli tecnici, invece di trovare una soluzione definitiva per un problema di cui è stato attore protagonista”.
Sullo stesso tono anche il terzo acquirente interpellato. “Nonostante gli “sforzi” – così li definiscono loro… – dell’amministrazione, nulla è stato di fatto modificato riguardo la proposta di transazione del commissario prefettizio, proposta che prevede anche le spese legali del Comune a nostro carico, nonostante proprio in questo periodo l’Ente sia stato condannato dal tribunale di Velletri a pagare le spese della controparte in riferimento a delle cause che riguardavano la medesima convenzione Comune/Pettirosso. Addirittura la proposta del commissario lasciava intendere la fattibilità del cambio di destinazione d’uso (condizione per l’accordo), invece – alla luce dei succitati “sforzi” – anche questa ipotesi non è praticabile. In definitiva la proposta dell’attuale amministrazione è peggiore rispetto a quella firmata dal commissario, che doveva servire solo per far rinviare le cause in modo da raggiungere un accordo più equo tra le parti. Il problema vero è che questa totale incompetenza, paura, ingenuità e codardia degli amministratori, indirettamente salvaguarda i personaggi che nelle passate amministrazioni hanno contribuito in maniera diretta e indiretta al perfezionamento di questa “truffa” nei nostri confronti. Anche l’immobilismo procura danni ed alla fine gli sconfitti saranno solo persone le oneste, mentre, come succede spesso in Italia, i truffatori e i delinquenti la faranno franca. Da tutte le forze politiche ci saremmo aspettati questo finale, ma mai dai “paladini” – almeno a parole – della legalità”. Amareggiato anche l’ultimo commento raccolto. “Appena ci saranno le prime sentenze, ci rivolgeremo alla Corte dei Conti, portando i nostri documenti, che attestano tutte le colpe del Comune – per denunciare tutto il denunciabile, e chiedere il risarcimento dei danni sia economici che morali”.

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