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Gli abusi delle società contro i piccoli sportivi: 13enne arriva a tagliarsi le mani per lo sconforto

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Pattinaggio Ghiaccio

Dopo sette lunghi mesi di lacrime, crisi, sofferenze e giornate trascorse dentro casa, finalmente, ora, la ragazza ha allacciato nuovamente i pattini a bordo pista e ha cominciato a sfilare sul ghiaccio.

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Gli abusi delle società contro i piccoli sportivi

Lo ha fatto subito dopo aver saputo che la società che la teneva legata per mezzo del tesserino, ha detto ”Sì” al suo svincolo definitivo. La piccola, era arrivata fino a torturarsi le mani con un tagliaunghie come riporta anche l’edizione romana di Repubblica. Insieme alla mamma, da sempre al suo fianco, ha deciso di affittare un’ora di pista per ricominciare nuovamente con la sua passione, per il momento da sola, per riprendere il ritmo, e prima di essere accolta nel nuovo club. “Sono felice mamma”, ha detto la ragazzina.

La storia di Francesca

La storia di Francesca (nome di fantasia), 13 anni, è intimamente legata a quella del caso dei baby sportivi prigionieri delle società. Nell’arco di un solo mese, infatti, all’associazione “ChangeTheGame”, che si batte continuamente contro gli abusi nello sport, sono arrivate almeno cinque denunce. Come ha raccontato subito dopo anche sua madre: ”Mia figlia oggi ha di nuovo sorriso e ritornare in pista è stato un momento emozionante anche per me. Nella nuova società ritroverà suo fratello, la sua migliore amica e sua cugina. Sono stati mesi complicati. Non scenderà in pista per competere con le altre atlete – spiega, poi, la mamma – perché ormai siamo a fine stagione ma calzare di nuovo i pattini è stato un regalo meraviglioso. Il mio ringraziamento va all’associazione “ChangeTheGame” che si è impegnata sin dal primo momento e alla loro avvocata”.

Cosa era successo?

Ma cosa era successo? Francesca voleva cambiare la scuola di pattinaggio. E i motivi erano principalmente due: da una parte gli orari fin tropo scomodi, e dall’altra una retta da pagare troppo costosa. Tuttavia, il club era arrivato a negarle perfino il prestito perché aveva già gareggiato. Stando alle regole, si rimane vincolati alle società per un periodo che va da uno a sei anni a seconda dell’età e dello sport. Come ha spiegato bene la presidente dell’associazione contro gli abusi nello sport, Daniela Simonetti: “Troppo spesso i dirigenti non concedono il tesserino perché non vogliono che l’atleta vada in un club rivale. Un abuso. E per questo, attraverso i nostri legali, abbiamo chiesto un incontro con il Garante dell’Infanzia”.

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