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Cronaca

IL TAR DICE NO ALL’INCENERITORE

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L’inceneritore di Albano non si farà, almeno per il momento. Con la sentenza 76340/2010 la prima sezione del Tar del Lazio, presieduta dal giudice Giorgio Giovannini, ha infatti accolto il ricorso principale presentato dal coordinamento “No inceneritore” di Albano contro il gassificatore ed i motivi aggiunti depositati successivamente alla prima richiesta. Il Tribunale amministrativo regionale annulla così la contestata Via emessa dalla Regione Lazio nel marzo 2008, che esprimeva parere positivo sulla realizzazione dell`inceneritore. Accolti anche i ricorsi successivi, quelli con cui i “No inc” si opponevano al secondo progetto di inceneritore presentato dalla Pontina Ambiente e al consumo di acqua dell`impianto, ritenuto eccessivo per il territorio. Le obiezioni contro l`impianto di incenerimento risultano quindi, secondo il TAR, assolutamente fondate e si basano sulla relazione tecnica presentata dal Comitato “No inceneritore”, stesa con l`aiuto gratuito di tecnici, fisici, geologi e professionisti del settore. Contro l’inceneritore si erano costituiti, con ricorsi ad adiuvandum, anche il Wwf e i comuni di Pomezia ed Ardea, oltre a quelli di Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Albano, Genzano e Rocca di Papa. “Con grande entusiamo e un pizzico di incredulità – dichiarano dal coordinamento del Comitato – siamo lieti di informarvi che il Tar ha accolto le istanze che avevamo presentato attraverso i nostri ricorsi impedendo quindi la costruzione dell’inceneritore a Roncigliano! Aspettiamo ora di vedere la prossima mossa di Cerroni e se deciderà di fare ricorso al Consiglio di Stato, comunque sia questa resta una vittoria importantissima per tutte e tutti i cittadini dei castelli romani che in questi anni non hanno mai smesso di far sentire la loro voce!”. Soddisfazione arriva anche dal circolo di Pomezia del Prc. “Dopo anni di lotte e mobilitazioni – dichiara soddisfatto il direttivo del partito – è stato riconosciuto il diritto alla difesa dei beni comuni di noi cittadini: il territorio, l’ambiente e la salute. Sono state invece respinti i sogni di profitto dei soliti noti. Come Partito siamo particolarmente felici anche perché ci siamo fatti promotori all’interno dell’Amministrazione della delibera di Giunta per ricorrere al TAR assieme agli altri soggetti. Questa è dunque, in piccolissima parte – il grosso del merito va ai cittadini che in questi anni non hanno mai mollato la presa – anche una nostra vittoria e una vittoria dell’Amministrazione. Ora, in attesa di capire se ci sarà un ricorso al Consiglio di Stato, sta a noi lavorare affinché si innesti un ciclo dei rifiuti più virtuoso e rispettoso dell’ambiente proseguendo sulla strada intrapresa, affinché questi impianti diventino agli occhi di tutti ciò che in effetti sono: mostri inutili e obsoleti”.\n\nAnche il Movimento 5 Stelle ha voluto esprimersi sulla vicenda inceneritore.  “Gli inceneritori – hanno dichiarato in una nota gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Pomezia – sono impianti costosi e dannosi per la salute che sprecano enormi quantità di risorse (idriche, energetiche, ambientali). Sono impianti che se non fossero finanziati illecitamente con soldi pubblici (i famosi CIP6) nessuno si sognerebbe di costruire. Sono proprio i soldi dei CIP6 che fanno gola ad imprenditori senza scrupoli che sono disposti a fare pressioni sulle amministrazioni locali affinché concludano in tempi rapidi l’iter per la costruzione degli impianti. Il TAR ha riconosciuto che nell’iter di approvazione dell’inceneritore di Albano ci sono state irregolarità dettate dai forti interessi della CO.E.MA., società che dovrebbe gestire l’impianto. La nostra proposta per evitare gli inceneritori e risolvere il problema dei rifiuti è la raccolta differenziata porta a porta, il compostaggio, il trattamento a freddo del residuo secco dei rifiuti (TMB)”.


3 Comments

3 Comments

  1. maurizio

    16 Dicembre 2010 - 10:38 at 10:38

    Domanda al direttore: Mi piacerebbe sapere l’alternativa!\nA mio avviso l’inceneritore dovrebbe essere costruito sul mare, in quanto il mare e’ un grande riciclatore di co2!\nA me non fa’ paura l’inceneritore, in quanto la tecnologia oramai permette di ridurre al minimo l’inquinamento. A me fa’ paura invece quello che ci butteranno dentro dato che i comuni mischiano tutto e poi l’eventuale personale impiegato che come sempre non sara’ per niente professionale.

    • Direttore

      16 Dicembre 2010 - 12:29 at 12:29

      Buongiorno,\nnon sono un tecnico, quindi non ho proposte personali rivoluzionarie da poter proporre. Credo comunque che quanto affermato dal Movimento 5 stelle (raccolta differenziata porta a porta, compostaggio, trattamento a freddo del residuo secco dei rifiuti) possa essere un ottimo inizio, ovviamente se non ci si mettono in mezzo i “soliti furbetti” che poi mischiano tutto.

    • Fabio Fucci

      16 Dicembre 2010 - 16:31 at 16:31

      Maurizio, ti ringrazio per aver posto la questione. L’argomento è molto importante per cui necessita di ulteriori approfondimenti.\n\nSulla tua affermazione “A me non fa’ paura l’inceneritore, in quanto la tecnologia oramai permette di ridurre al minimo l’inquinamento.” vorrei puntualizzare alcune cose.\n\nTutto ciò che viene bruciato negli inceneritori non sparisce affatto. Semplicemente viene ridotto in minuscole particelle (chiamate nanoparticelle, particelle più piccole di una cellula del corpo umano) che nessun filtro riesce a fermare. Queste particelle, se entrano in un organismo vivente non riescono ad essere espulse e creano danni a livello cellulare che possono portare a forme tumorali. Generano le cosiddette nanopatologie (vedi http://www.nanodiagnostics.it/). Questo ti fa capire quali siano i rischi per la salute: non solo l’elemento CO2 ma anche nanoparticelle e diossina.\n\nUn inceneritore brucia plastica, carta, legno, stoffa. Tutto materiale facilmente ririclabile.\nLe alternative fortunatamente ci sono. Combinando la raccolta differenziata porta a porta (che consente di arrivare ad oltre il 90% di recupero di materia) con la realizzazione di impianti di compostaggio per la creazione di fertilizzante naturale (il compost) a partire dai rifiuti cosiddetti “umidi”, si riuscirebbe a gestire il ciclo dei rifiuti in maniera sostenibile per l’ambiente e le popolazioni.\nPer il residuo indifferenziato, circa il 10%, esistono degli impianti che non bruciano il materiale ma riescono a recuperarlo ulteriormente tramite processi di separazione meccanica (Vedi http://www.centroriciclocolleferro.it/ e http://www.centroriciclo.com/).\n\nIn conclusione, si può arrivare a percentuali di recupero di materia prossime al 100% utilizzando metodologie più economiche, ecosostenibili, che generano anche posti di lavoro.

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