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La “Super Pontina” non si farà: il Governo Renzi cancella l’autostrada Roma – Latina dalle opere prioritarie

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Niente più autostrada Roma-Latina? A mettere fine alle polemiche e alle continue manifestazioni pro e contro la “super Pontina” pare ci abbia pensato direttamente il Governo Renzi, che non ha incluso l’autostrada che passa da Pomezia e Ardea per arrivare fino a Latina tra le 25 considerate strategiche. L’autostrada Roma-Latina è stata invece inserita nel pacchetto delle infrastrutture considerate non più strategiche dal Governo Renzi, e dunque rinviate ‘sine die’. Il ministro Graziano Delrio, che ha ristretto a 25 le grandi opere strategiche, per un valore di 70,9 miliardi con coperture finanziarie pari a 48 miliardi, ha deciso che gran parte delle risorse pubbliche saranno investite su mobilità ferroviaria e cittadina. La ricognizione sullo stato di avanzamento delle opere contenute nel precedente piano di infrastrutture strategiche (che risale al 2012) dovrebbe avvenire nell’aggiornamento al Def il prossimo settembre. Questo fa supporre che fino ad allora nessuno dei cantieri dello opere sospese potrà attivarsi.
A questo proposito il presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera Ermete Realacci ha dichiarato che le scelte sulle grandi opere pubbliche annunciate nel Def dal ministro Graziano Delrio “vanno nella giusta direzione”. Scelte che prevedono una “Drastica riduzione delle priorità, forte privilegio del trasporto su ferro e ritorno alle procedure ordinarie con il superamento delle procedure della Legge Obiettivo che è stata madre di opacità e sprechi”. Questo per Realacci è “quanto richiesto da tempo dalla Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera anche sulla base del rapporto annuale di Cresme e Servizio studi della Camera sull’attuazione della Legge Obiettivo, da cui emerge che su un programma di 285 miliardi di opere quelle ultimate valgono 23,8 miliardi di euro, pari ad appena l’8,4% del totale e che le varianti in corso d’opera hanno portato un aumento dei costi di realizzazione di oltre il 40%”. Chiaro il riferimento al periodo in cui c’era Ercole Incalza, attualmente al centro dello scandalo tangenti proprio per le grandi opere pubbliche. Per Realacci l’autostrada Roma-Latina, così come la Orte-Mestre e la Tirrenica, era solo un bluff: un’opera che doveva partire esattamente un anno fa e che invece adesso vedeva l’ennesimo rinvio all’inizio del 2016. Senza contare l’enorme costo: 2,8 miliardi di euro. Ricordiamo che sul progetto pende anche un’indagine della Corte dei Conti, che ha chiamato a processo 11 persone tra politici, funzionari e manager, con l’accusa di aver sperperato 20 milioni di euro a danno della Regione Lazio.
Contrario alla decisione presa dal Governo l’ex senatore Pd Stefano Pedica, per il quale “abbandonare questa opera avendo già in un cassetto 468 milioni di euro stanziati dal Cipe è una follia”. “L’autostrada Roma-Latina è un’opera importante non solo per la sicurezza dei cittadini ma anche per l’economia di una regione dove le imprese hanno bisogno di ossigeno per continuare a vivere – ha dichiarato Pedica in una nota – I fondi per avviare i lavori della Roma-Latina ci sono e non bisogna perdere altro tempo. È necessario dare sicurezza alle migliaia di pendolari che ogni giorno sono costretti a viaggiare sulla Pontina, una delle strade più pericolose d’Italia, e impedire che la burocrazia, o la politica come sembra, fermi di nuovo il lavoro di imprese già piegate dalla crisi. Anni di annunci e di stop dei politici e dei governi hanno solo fatto triplicare i costi dell’opera: fermarla ora è una follia”.


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