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Cronaca

Mafia Capitale, Buzzi apre un pub: il menù a tema ‘banda della Magliana’ ma è tutto legale

Salvatore Buzzi indossa i panni del ristoratore e si prepara all’inaugurazione deella sua paninoteca. Il menù strizza l’occhio alla criminalità: l’hot dog “Il Negro” e il panino Samurai, ed è tutto legale

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salvatore buzzi's burger

Svestitosi dei panni del criminale adesso, Salvatore Buzzi, infilerà un camice e servirà hamburger che strizzano l’occhio alla malavita. Può sembrare la trama di un film ma è, invece, tutto vero. L’imprenditore, imputato di Mafia Capitale (che dopo la rideterminazione della pena  ha annunciato ricorso in Cassazione), sta per darsi alla ristorazione

Si chiamerà il Buzzi’s Burger e sarà inaugurato proprio oggi, 7 ottobre, in via di Tor Vergata. Nonostante le caste, le condanne, il carcere, i titoli di prima pagina Salvatore Buzzi aprirà un locale, un pub, e ovviamente la malavita romana non poteva mancare (o almeno il suo riferimento).

Buzzi’s Burger: Banda della Magliana e “legalità”

Al contrario di quanto si possa (lecitamente) pensare, per il momento tutto è completamente legale. A fronte della risonanza mediatica che ha avuto l’inaugurazione del Buzzi’s Burger, l’imprenditore ha dichiarato: “Questa mattina è arrivata anche l’ultima autorizzazione, oggi alle 17 apriamo il locale. Sono contento. Perfino Osho mi ha dedicato una vignetta strepitosa“. 

Nel menù fioccano riferimenti alla Banda della Magliana e alla stessa storia di Mafia Capitale, ad esempio si può ordinare un hamburger da 100, 200 o 500 grammi chiedendo il Freddoil Dandy, Er Bufalo, c’è anche l’hot dog il Negro – soprannome di Franco Giuseppucci, vecchio capo della banda – ma anche Er Secco vegano o ancora le insalate di Genny e Scrocchiazzeppi

Salvatore Buzzi e la paninoteca a Tor Vergata: “La mafia si siede a tavola”

Se la notizia ha fioccato tra giornali e vicoli di quartiere, a scendere in campo per protestare contro l’apertura è stato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera: «Purtroppo non è uno spettacolo nuovo. Già nel 2006 in Spagna una catena di ristoranti aveva adottato il marchio “La mafia si siede a tavola“, con riferimenti che volevano essere folcloristici mentre erano solo volgari, offensivi, inaccettabili. Che ora un’iniziativa del genere si possa realizzare nel nostro Paese è motivo di profonda preoccupazione». 

Lo stesso Buzzi, però, in risposta alla domanda dell’AdnKronos, Teme le critiche?, ha dichiarato: «Dopo quello che mi è accaduto come posso? E poi le difficoltà mi esaltano. D’altronde se io vado definitivo con questa condanna vado dentro. Mi mancherebbero tanti anni da scontare se non mi abbassano la pena di due o tre anni. Sono fiducioso».

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