Home News Cronaca OPERE PUBBLICHE AD ARDEA, “VIALIBERA” MINACCIA DENUNCE

OPERE PUBBLICHE AD ARDEA, “VIALIBERA” MINACCIA DENUNCE

Mentre l’Amministrazione comunale prosegue nell’apertura di cantieri che stanno rifacendo completamente l’aspetto di alcuni quartieri di Ardea, l’associazione onlus Vialibera protesta per la mancata osservazione delle leggi in materia di barriere architettoniche. E’ di questa mattina la diffida inviata dal presidente dell’associazione, Giampiero Castriciano, al Sindaco di Ardea, Carlo Eufemi e all’Assessore ai Lavori Pubblici Alfredo Cugini, attraverso la quale viene segnalato che “i lavori di rifacimento dei marciapiedi e dell’arredo urbano in Viale S. Lorenzo e Viale Marino, in località Tor S. Lorenzo, non rispondono alle norme in tema di barriere architettoniche, di accessibilità, fruibilità e sicurezza”.

Castriciano va poi nel dettaglio. “In Viale S. Lorenzo le rampe di raccordo tra il piano stradale e quello del marciapiedi in taluni casi presentano una pendenza superiore al 15%, mentre la pendenza massima ammissibile è, al massimo, dell’8%. La larghezza del marciapiedi in costruzione in viale Marino, che dovrebbe servire quale collegamento pedonale tra l’entroterra ed il mare, presenta una larghezza al netto di appena 0,90 metri, al di sotto delle previsioni di legge e che comunque non consente il sicuro passaggio di persone su sedia a ruote né, tanto meno, la possibilità di incrocio tra due carrozzine o tra una carrozzina ed un pedone. La larghezza minima consentita è di mt. 1,50-1,20 al netto di pali, aiuole o altro. La pavimentazione già effettuata sui marciapiedi in Viale S. Lorenzo non è del tipo antisdrucciolevole, caratteristica questa che, associata alla notevole pendenza di molte rampe, rappresenta un pericolo per tutti i pedoni e non solo per quelli con ridotte o impedite capacità motorie”. Il presidente di Vialibera ricorda poi che, nel dicembre del 2010, il Comune di Ardea aveva aderito a recepire e fare propria la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, impegnandosi ad uniformare la propria attività amministrativa alle regole internazionali dettate dalla Convenzione stessa, e a “consultare preventivamente le associazioni di rappresentanza prima di ogni e qualsivoglia provvedimento che possa coinvolgere anche indirettamente i cittadini con disabilità”. “Nella fattispecie – precisa invece Castriciano – dobbiamo purtroppo rilevare come nessun coinvolgimento della nostra Associazione, promotrice della firma della citata Convenzione, sia stato sollecitato per un progetto così importante come il rifacimento dei marciapiedi e dell’arredo urbano pubblico, progetto questo che interessa il diritto costituzionale alla mobilità ed autonomia della persona. Il rifacimento di qualunque opera pubblica è tenuto al rigoroso rispetto ed applicazione delle norme in tema di barriere architettoniche. In mancanza, ne rispondono, di fronte alla Corte dei Conti, i relativi responsabili a carico dei quali potrebbe profilarsi il reato di sperpero di denaro pubblico”.

La diffida si conclude con l’invito “a  correggere immediatamente gli errori tecnici commessi, attuando la demolizione e ricostruzione a norma delle parti illegittime fino ad oggi realizzate e ad applicare, per le parti ancora in costruzione, i canoni costruttivi tassativamente dettati dalle leggi in vigore. A tal scopo la nostra Associazione si mette a disposizione per la collaborazione gratuita del caso. Qualora tali inviti non venissero adeguatamente accolti, saremo costretti a rivolgerci alla Corte dei Conti e all’Autorità giudiziaria per l’opportuna osservazione delle norme in materia e per il risarcimento dei relativi danni”.