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Cronaca

Pomezia, lavoratori precari del Comune, in 6 vincono la causa: il Tribunale di Velletri ordina di trasformare i contratti a tempo indeterminato

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È una sentenza che sicuramente farà rumore all’interno del palazzo comunale di piazza Indipendenza, quella pronunciata dai giudici di Velletri in merito alle cause presentate da alcuni dei lavoratori precari del Comune di Pomezia. Ieri c’è stata l’udienza conclusiva del processo di primo grado e questa mattina la sentenza è arrivata agli avvocati Benedetta Bruni e Giuseppe Pecorilla, che rappresentavano i 6 dipendenti coinvolti vincitori del concorso del 2010: le assunzioni a tempo determinato devono essere trasformate in contratti a tempo indeterminato, così come da bando di concorso. In più, il Comune di Pomezia è stato condannato a pagare 8 mila euro di spese per ogni dipendente. Al momento, oltre alle 6 appena concluse, sono in essere altre 24 cause per lo stesso motivo, di cui una ventina avanzate da agenti della polizia locale e le restanti da impiegati del settore amministrativo, ma in tutto sono 103 i dipendenti nei vari ruoli dell’amministrazione, tutti di categoria C, che si trovano nella stessa situazione e che potrebbero, nel caso il Comune non trovi a breve una soluzione, ricorrere alle vie legali, forti della sentenza appena emessa dal Tribunale di Velletri. “Adesso il sindacato DICCAP SULPL attende una chiara presa di posizione da parte del Comune che faccia capire quale sia il destino dei lavoratori, ai quali scadrà il contratto verso la metà del 2015 – dichiara il rappresentante sindacale Michele Gregis – L’amministrazione chiarisca se intende fare appello o applicare la sentenza, perché fino ad ora il sindaco Fabio Fucci ha dichiarato che non sapeva come assumere i dipendenti vincitori di concorso, che sono indispensabili per garantire la sicurezza ed i servizi sul territorio. Adesso il modo c’è, si tratta solo di capire se si intende applicarlo. Qualora invece non venisse presa subito una posizione chiara, intraprenderemo tutte le azioni sindacali conseguenti”.

Matteo Acitelli

2 Comments

2 Comments

  1. luigitorreti

    31 Ottobre 2014 - 18:54 at 18:54

    sono stato un trimestrale del comune tra marzo e giugno 1987. esperienza notevole, soprattuto per essere diventato (a causa di una disgrazia di chi dovevo affiancare) il “capo” di un certo ufficio, al mio secondo giorno o poco più. sono passati 27 anni, io stavo lì per tre mesi, in attesa di andare al servizio militare, con la valigia pronta a fianco del letto tutto un anno. altre persone, per tre mesi, avevano speranze a più lungo termine. oggi stiamo come in quegli anni. lì c’era speranza e disponibilità, un po’ di entusiasmo. oggi che diamo a questi ragazzi, che magari non sono più ragazzi? e hanno pure qualche figlio in arrivo o appena arrivato? chiaro che i tempi cambiano, ma mica dobiamo morire tutti domani. le cose che non riusciamo ad affrontare oggi, un giorno le dovremo affrontare, come la grande guerra, la depressione del ’29 e la seconda guerra mondiale (è un unico fatto). il seguito non è un diritto, ma un dovere per noi e per il rispetto di quelli che vengono e verranno dopo. oggi la situazione è questa, stiamoci dentro, ma lottiamo.

  2. Rodolfo Serafini

    5 Novembre 2014 - 12:22 at 12:22

    se la posizione del Sindaco era sincera, quando affermava di “non sapere come fare” , sicuramente non ci sarà ricorso e il comune procederà alle assunzioni (compatibilmente con i vincoli di bilancio e le norme nazionali); in caso contrario, ovvero se il ricorso verrà presentato, si palesa una chiara e legittima posizione politica dell’amministrazione, che si è voluta occultare sino ad oggi con ipocrite frasi di circostanza. Ci vuole coraggio: stabilizzare i precari e internalizzare la riscossione dei tributi, così i conti, la sicurezza e la qualità dei servizi aumenteranno.

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