Home News Cronaca PONTINA A PAGAMENTO, ARRIVANO I PRIMI NO

PONTINA A PAGAMENTO, ARRIVANO I PRIMI NO

Arrivano le prime reazioni negative alla notizia che la Pontina diventerà un’autostrada a pagamento. Ad esprimere il proprio dissenso Gualtiero Alunni, Portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina.utostrada a pagamento. ni negative alla notizia che la Pontina diventerà un’ “E’ sconcertante come il Governo e la Regione Lazio siano subalterni e servizievoli nei confronti di Impregilo e dei poteri forti. All’inutilità e alla devastazione, si aggiunge l’uso dissennato di risorse pubbliche per opere che avvantaggiano solo gli speculatori privati. Le dichiarazioni della Polverini lasciano sgomenti: “Sono molto soddisfatta, questa è un’opera strategica per la Regione Lazio, un’opera che aspettavamo da tempo, il progetto non solo risolverà un problema di mobilità ma riguarda soprattutto la sicurezza dei cittadini, perché interviene su una delle strade più pericolose d’Italia”. Per quanto riguarda la mobilità, con l’approvazione del progetto preliminare della tratta Roma Tor dè Cenci-A12 ai poveri pendolari, alle 4.000 macchine che si sono aggiunte con l’apertura del centro commerciale di Euroma2, ai dichiarati tre milioni di turisti che andranno a visitare “CinecittàWord” a Castel Romano, si aggiungerà il traffico pesante dei TIR provenienti da nord/sud Italia. Così aumenteranno le file interminabili pagando perfino il pedaggio beffa. Mentre si approva tutto ciò, ci si accanisce con i pendolari che usano i “carri berstiame” delle ferroviarie pubbliche, aumentando le tariffe del 30% e riducendo del 20% gli investimenti (oltre un miliardo). Per quanto riguarda la sicurezza è inutile ribadire che l’autostrada arriva alle porte di Latina (Borgopiave) e quindi, la parte più pericolosa, quella da Latina a Terracina, rimane pericolosa con il suo nefasto 70% di incidenti mortali. Inoltre, chiedere, come fa la Polverini, alla commissione europea di cofinanziare il collegamento Cisterna-Valmontone con i fondi Fesr, ci sembra un controsenso, visto che le direttive europee rivolte ai paesi membri, danno indicazioni di investire per l’adeguamento in sicurezza della rete stradale e per il potenziamento del trasporto ferroviario. I 468 milioni sono poco più di un terzo della quota a carico dello Stato, che come sappiamo si deve attestare al 40% del totale, quindi se si arriverà al bando di gara, lo si farà per un piccolo lotto. E ancora, il costo degli espropri da eseguirsi su un totale di 152 Km (autostrada, bretella e opere di connessione), con i preventivati 200 milioni, non si esproprierà nemmeno il 10% dei terreni, delle abitazioni, delle aziende agricole e produttive. La nostra risposta la daremo subito in maniera ferma e decisa, partecipando alla manifestazione del 25 novembre 2010 dalle ore 9,30 sotto la Regione Lazio a Roma e ricorrendo al TAR del Lazio e alla Corte di Giustizia Europea”. Insomma, la guerra è ancora aperta.