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SCOMPARE PER 15 GIORNI CON IL FIGLIOLETTO, SI CONSEGNA AI CARABINIERI DI POMEZIA

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“Forse mi conoscete per avermi visto in televisione. Sono Yuri D’Angelo, ho deciso di terminare qui la mia fuga e riconsegnare mio figlio a sua madre”. Con queste parole il ventinovenne di Valle Castellana (Teramo) scomparso due settimane fa con il figlio di tre anni, si è presentato ieri a mezzogiorno alla porta del Comando dei Carabinieri di Pomezia, mettendo fine alle ricerche fatte partire dalla madre del piccolo, Evangelia Elisavet Lazari, una cantante di Corfù, a cui il bambino era stato affidato dai Giudici Tribunale per i Minori dopo la separazione da Yuri D’Angelo. Ma l’uomo non aveva preso bene la notizia, che avrebbe significato l’immediato rimpatrio in Grecia per il piccolo. Da qui la decisione di fuggire. Per due settimane gli investigatori avevano cercato il giovane ed il suo bambino non solo in Italia, ma anche all’estero, perquisendo le abitazioni dei genitori dell’uomo a Valle Castellana e di una sorella, nell’Ascolano, mentre la madre del bambino lanciava appelli in televisione sia in Italia, come Pomeriggio 5 e Quarto Grado, che in Grecia. Forse sentendosi sotto pressione, o capendo che il suo gesto non avrebbe portato a nulla di positivo, Yuri D’Angelo ha quindi deciso di ottemperare alla decisione presa dal Giudice e di riconsegnare il bimbo alla madre. Ma la riapparizione non ha evitato all’uomo una denuncia per sottrazione di minore e per l’inadempienza alla sentenza emessa dal Tribunale dei Minori di Ancona.

Vista l’ora in cui è arrivato al Comando, Yuri D’angelo ed il bambino sono stati ospitati dai Carabinieri della caserma di via Roma per il pranzo di ieri. “Erano entrambi in ottime condizioni di salute – ha spiegato il Tenente Andrea Capriotti, vicecomandante della Compagnia di Pomezia – e si vedeva che padre e figlio erano molto legati”. Immediatamente è stata avvisata la Procura d Ascoli, titolare dell’inchiesta, dove le indagini sul caso erano seguite dai sostituti procuratori Carmine Pirozzoli e Umberto Monti, che stavano lavorando in assoluta riservatezza per tutelare il minore scomparso. Al Comando dei Carabinieri sono poi sopraggiunti i servizi sociali di Pomezia, che hanno agito in sinergia con i colleghi della Comunità montana della Laga per portare il bimbo in un Istituto di accoglienza gestito da sacerdoti a Giulianova, dove trascorrerà i prossimi giorni in attesa di una decisione definitiva sul suo destino, visto che sulla sentenza di rimpatrio immediato in Grecia pende un ricorso presentato proprio dal padre prima di sparire con il bambino. “Sono rimasti in Caserma fino alle 15:30 – ha spiegato il Tenente Capriotti – poi l’uomo è andato via a bordo della sua auto, con la quale era arrivato a Pomezia, mentre il bambino è stato consegnato ai servizi sociali come da indicazioni della Procura”. Ma come mai D’Angelo ha scelto proprio Pomezia? “Probabilmente conosce qualcuno in zona, o nella Capitale, che l’ha ospitato in questi giorni. Quando poi ha capito di non poter restare ancora nascosto ha deciso di venire da noi a raccontare la sua storia”.

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