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SCOPERTA BIDONVILLE AD ARDEA

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Sporcizia, desolazione, ma soprattutto disperazione e povertà: è questo ciò che la Polizia Locale di Ardea ha trovato questa mattina a Colle Romito, quando ha scoperto, a ridosso del Fosso del Diavolo, una vera e propria bidonville abitata da stranieri.

Da qualche giorno al comando arrivavano segnalazioni da parte dei cittadini residenti nel Consorzio di Colle Romito su strani odori provenienti dalla boscaglia. Oggi, durante un accurato controllo della zona, la squadra guidata dal Magg. Maria D’Alessandri e dal Cap. Aldo Secci ha notato alcune donne con al seguito dei bambini, alcuni dei quali nel passeggino, che uscivano attraverso un foro nella rete di recinzione che separa il “Fosso del Diavolo” dal Consorzio di Colle Romito. Immediatamente hanno effettuato il percorso inverso, trovandosi davanti agli occhi uno spettacolo inimmaginato: un vero e proprio accampamento, con numerose baracche circondate di rifiuti e di residui di pneumatici bruciati. All’interno di uno dei tuguri è stata trovata una donna straniera i suoi con due figli, dall’età apparente di 5 anni. La donna ed i bambini sono stati immediatamente affidati ai servizi sociali. Le fatiscenti abitazioni erano fornite d un sistema di illuminazione che funzionava grazie a dei gruppi elettrogeni, utilizzati anche per fornire l’elettricità ai frigoriferi ed agli altri elettrodomestici, che venivano però utilizzati – per non farsi scoprire a causa del rumore prodotto – solo di notte, con la conseguenza che molti dei cibi contenuti nei frigoriferi, facilmente deperibili, non erano conservati adeguatamente. Per cucinare venivano utilizzati dei fornelli collegati a bombole del gas che nel tempo avevano provocato numerosi principi di incendio, di cui gli agenti hanno trovato tracce visibili. Tra le altre cose, sono stati rinvenuti arnesi da scasso, elettrodomestici ancora imballati ed altri oggetti presumibilmente frutto di furti nella zona circostante.

Dalle condizioni dell’insediamento si capisce che le baracche insistono sul posto da parecchio tempo, ma la fitta vegetazione che circonda e ricopre l’intera zona aveva finora reso impossibile il suo ritrovamento, invisibile anche dall’alto. Nei prossimi giorni l’area verrà bonificata e le baracche demolite; la polizia municipale è intanto al lavoro per scoprire eventuali altri insediamenti e per rintracciarne gli abitanti.

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