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SIGMA-TAU, L’INCONTRO INFINITO

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Alle 20:30 sono ancora tutti lì, davanti alla sede del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, in via Sicilia, ad un passo dalla ricca via Veneto, i dipendenti della Sigma Tau, in attesa di un segno da parte dei loro colleghi ancora in riunione negli uffici del Ministero. Il tavolo delle trattative, iniziato alle 15:00, non è ancora terminato, e la giornata di lavoratori e sindacalisti si prospetta ancora lunga. Ma proviamo a ripercorrerla, da questa mattina, quando circa 1500 persone, tra dipendenti diretti e lavoratori con contratti a nome di altre società, che non solo hanno scioperato per otto ore, ma hanno completamente bloccato la produzione dell’azienda farmaceutica per l’intera giornata. Un sit in pacifico, ma che mostrava una posizione dura e coesa da parte di tutti i lavoratori. “La compattezza è la nostra forza – hanno dichiarato questa mattina i dipendenti che hanno incrociato le braccia – non si era mai vista un’adesione agli scioperi ed alle proteste così alta in Italia: da noi hanno aderito il 99% dei dipendenti.
Chiediamo comunque il sostegno di tutta la città, perché l’economia di Pomezia si basa anche sulla Sigma-Tau: la maggior parte dei suoi dipendenti sono di qui, e spendono i loro soldi dai commercianti di Pomezia. Si tratta di un giro che nessuno può permettersi di spezzare”. Sostegno richiesto attraverso la partecipazione alla manifestazione indetta per sabato mattina, quando un lungo corteo partirà dallo stabilimento della Sigma-tau e, dopo aver attraversato tutta la città, si fermerà in piazza Indipendenza. “Vogliamo far sentire la nostra voce”, hanno detto i lavoratori. E la loro voce, oggi, l’hanno fatta sentire ad alta voce, con cori da stadio, trombette, bidoni di latta come tamburi: tutto per tenere alta l’attenzione sui 569 dipendenti che, se non si trova un accordo, dal 27 dicembre si troveranno in cassa integrazione straordinaria a zero ore, così come annunciato dall’azienda farmaceutica il 28 novembre, giorno in cui ha avviato, senza alcun preavviso, le procedure per la CGIS. Annuncio a cui i lavoratori, che contestano le modalità con cui l’azienda, fino a pochi mesi fa fiore all’occhiello dell’intera Nazione, hanno scelto di far fuori più della metà dei propri dipendenti, motivando la decisione con la necessità di una riorganizzazione interna. Dopo gli scioperi ed presidi dei giorni scorsi questa mattina i dipendenti, sempre più compatti, hanno presidiato la sede e lo spazio antistante, in attesa dell’incontro fissato per le 15:00 al Ministero dello Sviluppo Economico. La partecipazione è stata totale e solo alle 14:00 i lavoratori si sono divisi: in circa 500, organizzati con vari pullman, si sono recati a Roma, mentre gli altri sono rimasti davanti ai cancelli della Sigma-Tau, uniti telefonicamente per gli aggiornamenti sul tavolo che si stava svolgendo davanti al Funzionario Castani, delegato dal Ministro Corrado Passera a condurre le trattative alla presenza dei membri del Consiglio di Amministrazione della società farmaceutica, dell’assessore regionale al Lavoro Mariella Zezza, del sindaco di Pomezia Enrico De Fusco e, ovviamente, dei rappresentanti delle Rsu Aziendali e di tutte le sigle sindacali territoriali. Ma alle 20:30 nessuna notizia ufficiale arriva dagli uffici in cui si sta svolgendo l’incontro, dove i partecipanti si trovano ancora tutti intorno al tavolo delle trattative. “Siamo in una fase di “ristretta” – hanno spiegato i rappresentanti delle Rsu dopo circa 5 ore di discussione – nella quale stiamo attendendo le decisioni, o almeno un segnale che ci faccia capire in quale strada ci stiamo avventurando”.
Un’attesa snervante per loro e per tutti i dipendenti che, nonostante la stanchezza e la paura, hanno continuato a suonare ed urlare slogan.

 

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