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SOGGIORNI ESTIVI PER DISABILI, IRE E POLEMICHE

Quella che sarebbe dovuta essere una bella notizia ha scatenato le ire  e le contestazioni di coloro che ne avrebbero dovuto maggiormente beneficiare. Stiamo parlando del bando sui soggiorni estivi dedicati ai ragazzi con disabilità e problemi sociali ed economici pubblicato dal Comune di Ardea. Analizzandolo, le associazioni onlus che trattano proprio i ragazzi disabili si sono rese conto che, così come è composto, di fatto il bando esclude la partecipazione ai soggiorni proprio ai ragazzi con maggiori difficoltà. A lanciare il primo grido d’allarme la segretaria di Rifondazione comunista Barbara Tamanti, madre di un piccolo disabile. “L’assessorato alle Politiche sociali mette in campo un soggiorno diurno destinato all’accoglienza di ragazzi disabili. Sembrerebbe una cosa ben fatta: finalmente dopo due anni di stasi, il Comune torna ad occuparsi dei ragazzi svantaggiati. Ma se andiamo a leggere il bando, apprendiamo che il centro accoglierà 18 ragazzi su tutto il territorio con disabilità medie e ragazzi in carico ai Servizi sociali, vale a dire normodotati, ma con disagio familiare. Quindi nella realtà i “veri”  ragazzi disabili, non possono partecipare. Crediamo che sarebbe stato possibile rivolgere un sostegno alle famiglie con figli disabili in genere senza sindacare le varie gravità, per altro stabilite non si sa bene da quale giuria. L’accoglienza e l’inclusione sociale sono quindi ancora una volta negate. A questo punto ci piacerebbe sapere che tipo di utenti siano stati assunti al centro, probabilmente i casi più facili e gestibili, così da risparmiare sul numero degli educatori, scongiurando la presenza di uno a uno, sempre nel nome del risparmio”. Ma le critiche arrivano anche da altri fronti, come dall’associazione La Tartaruga onlus, il cui presidente, Monica De Angelis, ha un bimbo con sindrome di Down. “Dopo tanti anni di anni di attesa finalmente il comune di Ardea finanzia un centro estivo per minori diversamente abili e per normodotati con problemi socio-familiari. Ottima notizia per tutte le famiglie che da anni aspettano un simile intervento dall’assessorato alle politiche sociali. Ma come sempre una amara sorpresa li aspetta!!! – ha commentato Monica De Angelis – I ragazzi più  “gravi” vengono infatti categoricamente esclusi da tale opportunità di integrazione e di socializzazione colpevoli solo di costare troppo alla amministrazione comunale. Allora meglio selezionare ragazzi con problemi lievi o inesistenti che comunque avrebbero libero accesso a qualsiasi altro centro estivo”. La presidente fa allora alcune domande. “Quali sono stati i parametri di esclusione o di scelta dei bambini al centro, dato che l’avviso pubblico prevedeva l’accesso ai disabili medio-gravi, ma poi i cosiddetti gravi rei di possedere “l’aggravante” della 104 comma 3 art.3 vengono improvvisamente esclusi? Perché alcune famiglie sono state contattate telefonicamente dai servizi sociali ed altre non sono state neanche prese in  considerazione? Come si può rispondere ad una madre disperata, con due ragazzi disabili all’interno del nucleo familiare, con un: “Mi dispiace, ma tuo figlio ci costa troppo serve una assistente solo per lui”? Come sempre sono stati violati i diritti dei più deboli e come sempre la causa è solo ed esclusivamente il dio denaro”.