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Ardea

Tor San Lorenzo, disperazione, degrado e paura: l’accorato appello del CdQ Nuova California

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“Disperazione, senso di abbandono e paura”. Inizia così la lunga lettera scritta dal Presidente del CdQ Piero D’Angeli recapitata alla nostra redazione. Il comitato dipinge in quasi due pagine lo stato in cui si troverebbe Tor San Lorenzo lanciando un accorato appello alle istituzioni. Disperazione e paura dicevamo. “Sono questi i sentimenti che provano gran parte dei cittadini di Tor San Lorenzo, una frazione del Comune di Ardea. Scrivo per la seconda volta in pochi mesi, per ottenere quelle garanzie e quell’attenzione che meritiamo e che purtroppo nella precedente lettera che vi abbiamo inviato non abbiamo avuto. Mi chiamo Piero D’Angeli, sono il Presidente del Comitato di Quartiere di Nuova California e Tor San Lorenzo e referente di zona Roma sud per l’Associazione Controllo del Vicinato, vivo ad Ardea, un comune con più di 50.000 abitanti alle porte di Roma. Nell’ultimo decennio sia Tor San Lorenzo che Nuova California (due quartieri del comune di Ardea) hanno subito un notevole aumento demografico e solo in queste due zone, ad oggi, risiedono quasi ventimila famiglie.”

I problemi atavici della zona: furti ma non solo

“Ho deciso di scrivervi di nuovo per sensibilizzarvi circa annose questioni che minano la sicurezza ed il quieto vivere della nostra comunità – continua D’Angeli – Il nostro paese versa in condizioni pietose. Furti all’ordine del giorno anche nelle ore diurne oramai in abitazioni e negozi come se fosse diventato tutto normale. Negli ultimi giorni, sono state rapinate note catene di alimentari, la nostra città si estende sul lungomare pontino, ma non è stata mai valorizzata, non esiste turismo, non ci sono strutture ricettive adeguate, è carente dei servizi principali (scuole fatiscenti ed insufficienti a garantire a tutti i bambini del territorio un’aula scolastica), strade dissestate, illuminazione pubblica carente o mal funzionante, l’acqua potabile non raggiunge l’intero territorio comunale, non esistono palestre o piscine comunali, non abbiamo una biblioteca comunale, è purtroppo solo ed esclusivamente un quartiere dormitorio che purtroppo ad oggi non da segni di risveglio. È passata un’altra estate, che avrebbe dovuto essere una manna dal cielo per un paese che vive sul mare ma così non è stato purtroppo. E’ stata l’ennesima estate immobile, con le solite problematiche che da troppi anni rimangono irrisolte. Molto di questo immobilismo è frutto di una politica scellerata che mai ha pensato ai problemi dei cittadini, non ha mai saputo dare la giusta priorità alle esigenze di una popolazione che sta crescendo ogni anno di più, Ardea è rimasta ancorata a 40 anni fa.”

Quartiere-vegetale bersaglio del crimine

“Noi cittadini – prosegue il testo – siamo stanchi di tanto immobilismo e incapacità da parte di chi in questi anni ha fatto diventare questa città a 30 km da Roma un vegetale, ed a tutto questo, negli ultimi mesi si è venuto ad aggiungere anche il dramma della mancanza di sicurezza e legalità ed è proprio su questo tema che vogliamo soffermarci e chiediamo la vostra attenzione. Laddove non c’è controllo e attività sociali è quasi “normale” che si vengano a creare i presupposti per l’illegalità e la delinquenza. Nella nostra città abbiamo ormai vari insediamenti abusivi ed incontrollati di persone senza permesso di soggiorno che da anni si sono stabiliti nel nostro territorio e dai quali non ci sentiamo affatto protetti. I residenti di Tor San Lorenzo e Nuova California e le molteplici attività commerciali del territorio da anni assistono inermi a soprusi di ogni genere, a spaccio di droga alla luce del sole, a furti subiti in abitazioni o dentro le proprie macchine, e ultimamente siamo “sotto attacco” con continue e ripetute rapine a mano armata nelle varie attività commerciali, senza che nessuno faccia qualcosa, senza che le istituzioni si mettano concretamente al lavoro per arginare questo fenomeno.”

Forze dell’ordine insufficienti

D’Angeli espone poi il problema della carenza di forze dell’ordine per fronteggiare il crimine. “La Stazione dei Carabinieri di Tor San Lorenzo conta pochi uomini – prosegue quindi la nota – assolutamente insufficienti a garantire anche il minimo controllo sul territorio. Viviamo in un territorio per la maggior parte privo di strade asfaltate, di pubblica illuminazione, di servizi primari come acqua potabile e gas metano in tutte le strade, di scuole elementari e scuole medie degne di essere chiamate così, di una scuola superiore, siamo stanchi di vederli fare ginnastica nel cortile perché non esiste una palestra, o quando fa freddo nei corridoi della scuola. Necessitiamo di asilo nido comunali perché non tutte le famiglie possono permettersi rette altissime per mandare i propri figli a scuola, abbiamo bisogno di trasporti efficienti, abbiamo bisogno di luoghi di aggregazione per grandi e piccini, servono strutture per gli adolescenti, per provare ad arginare tutti quei fenomeni di devianza giovanile, il bullismo, l’abuso di alcool e l’uso di sostanze stupefacenti. Sapete meglio di me che laddove ci sono spazi di aggregazione e luoghi di svago sano i ragazzi, non essendo costretti a girovagare per strada o a star buttati su qualche marciapiede, sviluppano maggiormente il senso di comunità e di appartenenza al territorio e probabilmente crescono con una coscienza diversa.”

Fatti, non parole: pronti a manifestare di nuovo

“Alla luce di tutto ciò noi cittadini ci auspichiamo un vostro intervento netto e deciso nei confronti di tutti quelli che non hanno a cuore la nostra città, amministratori e politici locali in primis che, purtroppo, hanno fallito in più occasioni. Noi crediamo che sia arrivato il momento di dare la priorità al bene comune e non agli interessi personali, di pensare prima di tutto ai gravosi problemi che affliggono questi quartieri e chiediamo soprattutto che le istituzioni tutte siano più vicine ai cittadini e alle realtà associative che, ovviamente, non possono sostituirsi all’amministrazione locale. La popolazione tutta, è pronta a scendere di nuovo in strada per manifestare con in occasione del 7 marzo di due anni fa, quando più di 1500 persone decisero di scendere in strada per lanciare il nostro grido di allarme, purtroppo ad oggi niente fu fatto per ridare una speranza a una popolazione ormai sfinita e abbandonata”, conclude quindi il comunicato.

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