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Di che coppia sei?

Cos’è la coppia

La scelta del partner non avviene mai a caso, siamo attratti da qualcuno per le esperienze che abbiamo vissuto durante l’infanzia e non solo, contano anche le precedenti relazioni e l’immagine che abbiamo di noi stessi: esempio classico la donna con bassa autostima che si “accontenta” anche di un uomo che non la fa sentire amata.

Lo stesso discorso vale per le dinamiche che si instaurano all’interno della coppia, dove entrambi andiamo a ricoprire un ruolo diverso e complementare.

Il gioco dei ruoli

Sia la scelta del partner che i ruoli che entrambi ricopriamo, nascono in maniera inconsapevole, nemmeno ce ne rendiamo conto; dall’incastro dipende la nostra serenità sentimentale.

Immaginiamo la nostra relazione come un film: chi è il protagonista? E chi l’antagonista? Chi ha il ruolo principale nella coppia?

Ovviamente, il discorso varia a seconda del contesto culturale e del momento storico: la cultura musulmana è diversa da quella italiana, così come il ruolo della donna e dell’uomo nei primi del 900 è cambiato con la società attuale.

Ma proviamo ad andare dentro la coppia di oggi, e analizziamone le diverse tipologie.

Genitore e figlio

Nella struttura di questa coppia uno dei due fa da genitore, l’altro prende come un bambino. Spesso quando è la donna a fare da “mamma” l’uomo si lascia coccolare, viceversa, quando è l’uomo a fare da “papà” la donna si sente assoggettata alle decisioni che l’altro prende e la relazione potrebbe diventare rigida.

In entrambi i casi, chi si sente “figlio” scappa dalle responsabilità, e paradossalmente, cala l’intesa sessuale.

Rischio: vedere il nostro partner come un genitore ci da una falsa sicurezza ma, ahimè, lo rende quasi asessuato e inoltre, non ci da modo di crescere.

Gli amici

In questa coppia abbiamo una forte intesa comunicativa, è la coppia che spesso viene invidiata all’esterno: condivide molto, quasi tutto tranne la passionalità.

La relazione è abbastanza stabile, c’è rispetto tra le parti tanto che raramente ci sono discussioni.

Rischio: manca il “pepe” della trasgressione.

Il dominante e il dominato

In questa coppia uno dei due trascina l’altro, decide, giudica, si evolve: è il protagonista assoluto.

La differenza con il “papà” o la “mamma” è che in questa coppia non c’è la tenerezza della protezione e il partner accetta senza esprimere le proprie idee; sul lungo termine il leader della relazione potrebbe perdere interesse per il partner passivo, non avere più stimoli di condivisione.

Rischio: violenza psicologica.

Competizione

La coppia della competizione discute per chi fa di più, “io lavoro” “io cresco i figli”, si ma “io lavoro e cresco i figli”: insomma, è la corsa al più bravo.

Le discussioni sono all’ordine del giorno, e nella gara la comunicazione diventa difficile; spesso i figli diventano gli alleati in una guerra contro l’altro genitore.

Rischio: conflitti, litigi, rancore e musi lunghi per molto tempo.

Attrazione fatale

Il sesso è il collante dei due partner, la relazione appare vivace, fisicamente appagante, una passione di cui non si può fare a meno spesso confusa con un grande amore.

Tra un rapporto sessuale e l’altro ci sono lunghi silenzi che devono essere riempiti con attività continue: uscite, sport, cinema etc.

In sostanza, ognuno ha la propria vita che non condivide pienamente con l’altro, e sente il bisogno di avere l’amico con il quale parlare di lavoro, di ansie, dei propri stati d’animo.

Rischio: con l’età matura potrebbe subentrare la noia.

Coppia a distanza o virtuale

Abitano in due città diverse e vivono la storia al telefono, periodicamente si incontrano; oppure quelle che, pur vivendo sotto lo stesso tetto, sono spesso in viaggio (ma non insieme) avendo molti interessi fuori casa.

In genere sceglie questa dinamica chi teme la responsabilità di un rapporto concreto e quotidiano, o chi avendo alle spalle una relazione fallimentare come un divorzio o un lutto, vuole una relazione meno impegnativa.

Rischio: la perdita del senso della coppia, il calo di interesse e continuità.

Vittima e carnefice

E’ tra le più pericolose, alla base c’è il bisogno di amore di uno dei due partner e l’incastro con una personalità narcisistica: ti do amore se in cambio fai tutto quello che ti dico.

Questa coppia è definita “malata” poiché ogni reazione emotiva ci arriva solo dal partner: sono felice se tu mi fai essere felice, e sono triste se tu mi fai essere triste.

La vittima è una continua richiesta di attenzione, il carnefice si sente onnipotente in una grave dipendenza affettiva.

Rischio: la vittima potrebbe non ricevere più l’amore che chiede e iniziare un ricatto emotivo, fino ad instaurare un’aggressività passiva; il carnefice con il tempo potrebbe avvertire stanchezza e decidere di interrompere. In entrambi i casi, se uno dei due termina la relazione l’altro esplode in rabbia e frustrazione.

Qual è la coppia perfetta?

Sappiamo tutti che la coppia perfetta viene raccontata al cinema o nella pubblicità dei biscotti… e quindi, non esiste.

La realtà è che essendo la vita un continuo cambiamento, dovremmo imparare a modificare noi stessi e le relazioni.

Ogni coppia su elencata potrebbe essere funzionale per un determinato momento di vita, ad esempio, all’inizio di una storia il sesso è predominante, con il tempo l’arrivo dell’amicizia è fondamentale, e se stiamo male avere accanto il surrogato del genitore va più che bene.

La regola di base dunque è: non restare bloccati in nessuna dinamica ripetitiva, ma rinnovarsi sempre e seguire il mutamento dei bisogni che sentiamo.

Se avvertiamo oppressione dal partner dominante dobbiamo parlarne, nel rispetto di noi stessi e del rapporto; nessuno è protagonista assoluto perché siamo diversi, e due “attori” diversi hanno entrambi il ruolo di protagonista.

 

PsicoStress

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo: psicologia@ilcorrieredellacitta.it

Vi aspetto.

Dott.ssa Sabrina Rodogno