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Elezioni Regionali Lazio 2018: scrutinio a rilento, risultati a notte inoltrata?

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Procede a rilento lo scrutinio delle elezioni regionali per il Lazio 2018. Dopo oltre 4 ore dall’inizio dello scrutinio sono appena 81 le sezioni scrutinate su 5.285. Se il trend dovesse mantenersi tale è verosimile attendersi l’esito del voto soltanto a notte inoltrata (se non qualcosa in più).

I dati ufficiali, troppo pochi per farsi un’idea sul risultato finale, parlano di Stefano Parisi (centro destra) in testa al 36%, seguito da Zingaretti al 26% (centro sinistra) e Lombardi (Movimento 5 Stelle) al 24%. Pirozzi, l’altro candidato del centro destra, è invece fermo al 7%. 

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Tali dati, come detto, non sono però sufficienti a delineare un quadro attendibile della situazione. Vediamo allora alcune proiezioni diramate dagli addetti ai lavori in questi minuti. 

  • SWG/La7 (copertura sezione campionate 71%) dà nella terza proiezione Zingaretti sempre in testa al 31.60%, tallonato da Parisi e Lombardi al 29%. Staccato Pirozzi fermo al 6%.
  • Ansa (terza proiezione) 

ELEZIONI REGIONALI LAZIO 2018: I CANDIDATI IN CORSA 

Alle 14 è iniziato il conteggio delle schede per le regionali del Lazio 2018. Questi i candidati in corsa: Nicola Zingaretti (Pd, +Europa, LeU, Lista Civica Zingaretti, Europa Insieme, Centro Solidale Zingaretti, Stefano Parisi (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Noi con l’Italia, Energia per l’Italia), Roberta Lombardi (M5S), Sergio Pirozzi (Sergio Pirozzi Presidente, Lista Nathan), Stefano Rosati (Riconquistare l’Italia), Mauro Antonini (Casapound), Giovanni Paolo Azzaro (Democrazia Cristiana), Jean Leonard Tuadì (Civica Popolare Lorenzin), Elisabetta Canitano (Potere al Popolo).

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RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2018: EXIT POLL E PROIEZIONI

Gli exit poll Rai di ieri sera parlavano di una sfida a tre tra Zingaretti (centro sinistra), dato in testa tra il 30 e il 34%, Parisi (centro destra) leggermente più indietro, e Lombardi (M5S) tra il 25 e il 29%.

Certo è che i risultati registrati dalle elezioni per la Camera potrebbero ribaltare completamente tale scenario: in particolare se gli elettori avranno rinunciato al voto disgiunto potrebbe manifestarsi un testa a testa Parisi-Lombardi con Zingaretti staccato dietro (e c’è sempre la mina vagante Pirozzi). 

L’AFFLUENZA ALLE ELEZIONI REGIONALI 2018 COMUNE PER COMUNE

L’affluenza alle elezioni regionali 2018 è stata del 66.47%. Nella provincia di Roma hanno votato il 65.43% degli aventi diritto contro il 68.82% di quella di Latina. 

Roma

 

Regione: 63.25%

 

Nettuno

 

Regione: 68.95%

 

Anzio

 

Regione: 66.95%

 

Ardea

 

Regione: 60.06%

 

Aprilia

 

Regione: 71.53%

 

Pomezia

 

Regione: 71.36%

 

Latina

 

Regione: 71.59%

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Elezioni Regionali Lazio 2018: come vengono eletti i consiglieri

Elezioni Regionali Lazio 2018, ci siamo. Per il Lazio è in vigore un sistema elettorale che prevede l’elezione diretta del Presidente della Regione: a vincere sarà il candidato più votato (anche di un solo voto) mentre per l’elezione dei consiglieri regionali – 50 in tutto – è stato adottato un meccanismo proporzionale con premio di maggioranza.

Nel Lazio sono 50 i seggi per i quali concorrono gli aspiranti consiglieri regionali. 40 verranno eletti ripartendoli tra le varie liste con calcolo proporzionale sulla base dei voti presi da ciascuna lista e all’interno di esse sulla base del numero di preferenze ricevute da ogni singolo candidato; 10 consiglieri saranno invece eletti come premio di maggioranza scegliendoli sempre in ordine di numero di preferenze ricevute tra i candidati appartenenti alle liste collegate al Presidente della Regione Lazio risultato eletto e poi ripartiti tra di esse in base proporzionale ai voti ricevuti. Per la Regione Lazio infatti la coalizione del Presidente vede garantito almeno il 60% dei seggi. Qualora l’elettore esprima il voto a favore di un candidato alla carica di Presidente della Regione e per più di una lista, è ritenuto valido il solo voto al candidato Presidente e nulli i voti di lista.

Elezioni Regionali Lazio 2018: come si è votato

A differenza delle politiche nelle elezioni Regionali per il Lazio era previsto il voto disgiunto: l’elettore ha potuto votare (1) per un candidato alla carica di Presidente della Regione, tracciando un segno sul contrassegno o sul nome del candidato prescelto, senza alcun voto ad una lista circoscrizionale; (2) per un candidato alla carica di Presidente della Regione, tracciando un segno sul contrassegno o sul nome del candidato prescelto, e per una delle liste circoscrizionali ad esso collegate; (3) disgiuntamente per un candidato alla carica di Presidente della Regione, tracciando un segno sul contrassegno o sul nome del candidato prescelto, e per una delle liste circoscrizionali ad esso non collegate; (4) per una lista circoscrizionale senza alcun voto al candidato Presidente della Regione collegato. In tal caso il voto è stato inteso validamente espresso anche a favore del candidato Presidente collegato. Il voto alla lista circoscrizionale è stato espresso tracciando un segno sul relativo contrassegno e/o esprimendo fino a due voti di preferenza.

Il voto di preferenza alle regionali per il Lazio 2018

In queste elezioni regionali, valide per il rinnovo del governo del Lazio, è stato possibile indicare fino a due preferenze ma occorre prestare attenzione ad alcuni punti. Il voto di preferenza è stato espresso, laddove scelto, scrivendo il nome e cognome (o solo il cognome, ndr) dei candidati compresi nella lista medesima; se si è scelto di indicare due preferenze una ha riguardato un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile indifferentemente dall’ordine, pena l’annullamento della seconda preferenza. Le preferenze, infine, andavano espresse scegliendo esclusivamente candidati appartenenti alla lista cui si è dato il voto; nel caso in cui si è votato per una lista indicando la preferenza per candidati non appartenenti ad essa, sarà considerato valido il solo voto di lista e nulla invece l’indicazione della/e preferenza/e.

 

 

 

 


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