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Eliminare i rifiuti a Roma

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Arriva l’estate ed eliminare i rifiuti a Roma ne è una “logica” conseguenza.  Il film, visto e rivisto, torna sulle strade dell’Urbe anche quest’anno. È emergenza rifiuti, attesa da tutti, ma che quasi nessuno ha provato ad evitare. Da ieri, giovedì 3 giugno, la crisi è sul tavolo del governo e più precisamente del ministro della Transione Ecologica Roberto Cingolani. A portarla il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, e il capo di Gabinetto del presidente, Albino Ruberti. “Se tutti si predispongono alla collaborazione la soluzione si trova”, ha detto Zingaretti all’agenzia di stampa Dire al termine dell’incontro, durato un’ora. “È stata una riunione molto positiva- ha aggiunto- Abbiamo illustrato al ministro il lavoro che abbiano fatto fin qui”. Oggi il capodipartimento dell’area Economia circolare del ministero, Laura D’Aprile, incontrerà i direttori delle aree rifiuti di Roma Capitale e Regione .Le posizioni di Regione e Comune Chiare le posizioni in campo. Da un lato la Regione che chiede l’indicazione di una discarica all’interno del territorio di Roma. Un sito necessario per stoccare gli scarti della lavorazione degli impianti e da individuare nel territorio del comune di Roma in ottemperanza al piano rifiuti che impone alle singole province l’autosufficienza nella chiusura del ciclo dei rifiuti.

Occorre trovare una soluzione Roma è la capitale Eliminare i rifiuti a Roma

Dall’altro c’è il Campidoglio a cinque stelle che non ritiene necessaria la discarica e che ritiene eliminare i rifiuti a Roma aver fatto il loro presentando il piano industriale di Ama, che andrà definitivamente a regime (salvo intoppi sempre dietro l’angolo) entro il 2024. Come Roma smaltisce i rifiuti    Nel frattempo c’è l’urgenza di una situazione che in città, ora dopo ora, diventa critica. Le riaperture di locali e negozi stanno riportando la produzione dei rifiuti sui livelli pre lockdown. La città si sta riavvicinando a quella soglia delle 4600 tonnellate da smaltire. Di queste una parte, il 45% è di rifiuto differenziato (la giunta a cinque stelle negli anni aveva promesso per il 2021 quota 71%, ndr). Il resto rifiuto indifferenziato, portato negli impianti di trattamento meccanico e biologico di Rocca Cencia e di Colari (2) a Malagrotta. Impianti che però non fanno sparire l’immondizia, la trattano producendo degli scarti che vanno poi destinati a delle discariche. E qui inizia il giro d’Italia dei camion dei rifiuti.

Bisogna stare attenti alle esalazioni nocive  Eliminare i rifiuti a Roma

Va detto, e le cronache sono lì a dimostrarlo, che anche quando erano aperte le discariche di Colleferro e Roccasecca  per Eliminare i rifiuti  a  Roma ha vissuto diversi periodi di emergenza rifiuti. [qui un articolo del 2017] Accordi fino al 30 giugno, ma la raccolta è già in tilt: perché. Tutti gli attori ne sono consapevoli. Nel frattempo basta il rallentamento dei camion per mandare in tilt la raccolta. Sì perché i tmb, pur lavorando al massimo, non riescono a liberarsi (i camion verso il nord non sempre sono puntuali) per accogliere nuova spazzatura dai compattatori. Compattatori che restano pieni, rallentando i giri di raccolta. Mezzi Ama che, per manutenzioni, spesso mancano. Da qui il caos. Ad aumentare le difficoltà c’è anche il sequestro di Rocca Cencia, impianto di Ama, che non può accogliere rifiuti oltre soglia. In particolare prima del sequestro l’impianto superava spesso la presenza delle 1100 tonnellate consentite. Ora, con il sequestro, raggiunta una certa soglia, ai compattatori pieni di rifiuti non viene concesso di scaricare.


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