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Fase 2, quando riapriranno aziende, negozi, bar e ristoranti: le ipotesi sulle date. Scontro tra Regioni, De Luca: «Pronto a chiudere la Campania»

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Tutti al lavoro per preparare l’Italia alla ripresa economica che dovrà avvenire sempre tenendo a mente che la priorità è sempre la stessa: la salute delle persone. Ecco perché il dato da tenere sempre sotto controllo sarà l’ormai noto “Ro”, ovvero l’indice di contagio che dovrà essere prossimo allo zero. Se da un lato cioè c’è la necessità di riavviare la macchina produttiva del Paese dall’altro c’è l’obbligo di evitare decisioni frettolose che porterebbero, come ammoniscono gli esperti, a pericolose ondate di ritorno. Al netto di tutto questo vediamo come potrebbe avvenire la riprese degli esercizi commerciali precisando che, come scritto stamani, al momento non esistono date ufficiali.

Ipotesi regole per zone

Da quanto circola al momento appare probabile che le Regioni potrebbero muoversi in modi differenti come peraltro già avvenuto per le librerie e le attività commerciali che vendono prodotti per neonati e bambini. Ciò che appare sicuro è invece che rimarrà, almeno all’inizio, il divieto di spostarsi da una Regione all’altra. In tal senso il Governatore De Luca ha già avvisato che se “alcune regioni vorranno correre alla riapertura (e cita il caso della Lombardia dove ancora i nuovi contagi sono alti) la Campania blinderà i propri confini. E’ il segnale che per tornare a circolare liberamente in Italia si dovrà attendere ancora un po’. 

“Fase 2”: chi riaprirà per primo

L’ordine di riapertura delle attività economiche e produttive potrebbe essere – in sintesi – allora questo come riportato dal Corriere della Sera

  1. Aziende
  2. Negozi
  3. Bar / Ristoranti
  4. Luoghi di divertimento

Per le aziende l’Inail ha redatto una tabella che classifica i livelli di rischio per i dipendenti. Le aziende che puntano a riaprire dovranno essere in grado, tra gli altri, di garantire il distanziamento di almeno un metro, di dotare di mascherine e guanti ai lavoratori – così come di gel disinfettanti – , garantire la sanificazione dei sistemi di areazione e mantenere il maggior numero di lavoratori comunque a casa attraverso lo smart work. In tal senso potrebbe arrivare il via libera al settore tessile, a quello auto e moto e al trattamento dei rifiuti. Quindi cantieri, cave e agenzie interinali sempre come riportato dal Corriere.it.

Negozi, estetica, cura del corpo

Chi riapre dovrà essere in grado quindi di far rispettare le misure di sicurezza che diventano stringenti per evitare pericolosi contagi di ritorno come scritto qui. Per i negozi la parola d’ordine è distanziamento sociale ed interpersonale, dopodiché, tra le altre, dovranno essere garantite pulizia e igiene, accesso a gel disinfettante, e ingresso consentito massimo un cliente alla volta in locali inferiori ai 40mq. Praticamente certo l’uso obbligatorio di mascherine almeno in una prima fase. Per ciò che riguarda parrucchieri e centri benessere le cose, in un certo senso, potrebbero essere più semplici: l’idea è quella di ricevere appuntamenti un cliente alla volta dopo aver, chiaramente, sanificato tutti gli ambienti. Metà maggio potrebbe essere l’ipotesi più percorribile per la riapertura. 

Bar e ristoranti

Bar e ristoranti sono indicati da tempo come gli ultimi a riaprire perché luoghi dove inevitabilmente si registrano assembramenti di persone. Per queste attività al momento non ci sono indicazioni temporali, i più ottimisti indicherebbero intorno all’11 maggio o perfino direttamente il 4: «ipotesi difficile» avvertono però per gli scienziati. Ad ogni modo le regole, alla riapertura, saranno severe: almeno un metro tra lavoratore e bancone, due metri tra un tavolo e l’altro nei ristoranti e corridoi di sicurezza per consentire i passaggi delle persone. Inevitabile allora un completo ripensamento dei locali al fine di mantenere gli standard di sicurezza. 

Cinema, teatri, palestre

Tutte queste attività sono segnalate in rosso. Le ipotesi al vaglio sono molteplici, dal rinvio a settembre all’uso di spazi all’aperto. Sono in corso i confronti con le categorie per studiare un piano “ad hoc”.

 

 

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