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I computer non bastano per studiare bene

Anche se la didattica ha acquisito un’impronta tecnologica non indifferente, carta, penna e il materiale per scrivere non passano mai di moda.
In ogni scuola, a prescindere dall’adozione di soluzioni tecnologiche di ultima generazione, tante attività didattiche continuano ad essere svolte con l’ausilio di strumenti semplici come carta e penna

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prodotti di cartoleria

Anche se può sembrare strano, nonostante tutto, l’esigenza di acquistare dei prodotti di cartoleria per la scuola resta un’incombenza per tantissime famiglie di studenti, proprio perché la didattica tramite i dispositivi tecnologici non permette di seguire in modo ottimale il percorso formativo in tanti indirizzi. Alcuni, a questo proposito, hanno sottolineato come il biennio della pandemia ci abbia dimostrato che non è possibile garantire un apprendimento uniforme ed ottimale tramite la didattica a distanza, soprattutto, per materie la cui complessità d’insegnamento è tutt’altro che inquadrabile in interfacce semplificate e con poche funzioni. Il ritorno in aula, in tanti casi, ha portato con sé anche il ripristino di tutte quelle abitudini didattiche “analogiche”, le quali rappresentano comunque una risorsa non trascurabile per favorire l’apprendimento in tanti ambiti. A questo proposito, del resto, bisogna pur sempre ricordare quale sia il livello d’incidenza del costo di tanti apparecchi sul bilancio delle famiglie e delle scuole e, da solo, questo aspetto gioca un ruolo di primo piano nel rendere impossibile l’abbandono delle tecniche didattiche “analogiche”.

Le materie creative e il ruolo del materiale di cartoleria

Si fa presto a considerare che tramite dei tablet o dei computer portatili si possano organizzare tantissime attività didattiche, eppure, bisogna pur sempre sottolineare come le capacità creative degli alunni – come nel caso dell’educazione visiva – si esprimerebbero meglio con carta e penna. Gli schermi tattili possono essere di aiuto, insieme con programmi grafici di ultima generazione, per consentire agli studenti di elaborare dei disegni: questi apparecchi e questi software, però, devono essere contraddistinti da un buon livello qualitativo. Alcune interfacce, infatti, sono fin troppo elementari e poco potenti per consentire di riprodurre con la giusta precisione il tratto di una matita, senza la distorsione tipica della digitalizzazione. Nel caso del disegno artistico, ad esempio, riprodurre delle sfumature cromatiche particolarmente evolute – e che abbiano la connotazione della mano umana – non è facile quanto con l’ausilio di un foglio di carta. Alcuni programmi possono consentire di ottenere ei risultati degni di nota, tuttavia, l’uso richiede una certa abilità, le licenze hanno un prezzo non indifferente e, soprattutto, gli apparecchi che ne supporto l’esecuzione corretta e senza limiti lampanti non sono così economici. Ecco perché soprattutto nelle scuole ad indirizzo artistico – ma queste non sono le uniche ad avere queste esigenze – non è possibile rinunciare da un uso ricorrente di carta e penna, affiancando questi strumenti a supporto della didattica alle più recenti tecnologie disponibili in questo ambito.

La didattica tra tradizione e innovazione

Anche se nel corso di quest’ultimo biennio pandemico la tecnologia ha fatto la differenza nel consentire in tanti casi di proseguire correttamente ad impartire le lezioni, è indubbio che – da sola – la didattica fatta a distanza con gli strumenti informatici non può sostituire completamente le lezioni tramite gli ausili tradizionali. In tanti ambiti, infatti, l’apprendimento non può prescindere dall’uso di “materiale concreto” o, ancora, l’esperienza di insegnamento deve passare tramite l’effettiva realizzazione di qualcosa di tangibile. La trasmissione del sapere mediante delle lezioni di tipo tradizionale, del resto, è una risorsa che permette di controbilanciare efficacemente la quantità di tempo trascorsa ad interagire tramite un sistema tecnologico con quella della realtà “analogica”. Per questo motivo, anche per il futuro, è prevedibile che il mondo didattico non possa rinunciare tanto facilmente alla trasmissione del sapere – e di tante abilità – tramite una didattica che vada al di là di uno schermo o di un programma informatico, per quanto quest’ultimo possa essere veramente evoluto.

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