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Indice RT, Regioni in Pressing: «Vanno modificati i criteri». In tante rischiano la zona arancione

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Indice RT, il fronte compatto delle Regioni chiede di rivedere i criteri con i quali si determina il passaggio di colore. Il valore infatti, noi lo sosteniamo da mesi, fornisce un quadro “distorto” della realtà andando a considerare i dati di oltre 14 giorni prima rispetto alla data di pubblicazione del report settimanale della cabina di regia. Eppure riveste un notevole peso sui criteri usati dal CTS sui quali poi vengono firmate le ordinanze per i passaggi da una zona all’altra.

E questo anche se, in pratica, si vanno ad applicare misure restrittive, o viceversa si allentano, sempre e costantemente in ritardo rispetto alla situazione in tempo reale dell’andamento dell’epidemia dando vita, in alcuni casi, a dei veri e propri controsensi. Come nel Lazio, passato in arancione a fine marzo con numeri di gran lunga peggiori di quando era entrato in fascia rossa. Lazio che, proprio dalla prossima settimana, nonostante una situazione ampiamente sotto controllo, rischia nuovamente di dover lasciare la zona gialla sempre a causa del valore RT. 

RT inadeguato, Cartabellotta (Gimbe): «Se non si cambia molte Regioni finiranno in arancione»

E come il Lazio tante altre Regioni rischiano le stesse restrizioni proprio per un RT vicino al valore “1”. Sul tema è intervenuto ieri Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ha parlato ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. 

«Oggi siamo in piena fase discendente della terza ondata, sicuramente per questa settimana avremo questa continuazione della fase discendente – ha affermato Cartabellotta –  Dall’altro lato, l’Iss ha segnalato un lieve incremento dell’indice Rt. Le Regioni dicono che bisogna modificare i parametri per il sistema a colori, se ci devono essere delle modifiche devono essere fatte in tempi rapidi, altrimenti molte regioni finiranno in zona arancione. Se il governo dice che le riaperture sono irreversibili a questo deve corrispondere un cambiamento di questi parametri. A partire dalla prossima settimana l’indice rischia di aumentare ancora visto che vedremo gli effetti delle prime riaperture. Con il completamento della vaccinazione delle persone più anziane, dovremmo avere una maggiore tranquillità nelle riaperture».

Colori delle Regioni: chi rischia di passare in zona arancione (con un RT calcolato al 28 aprile)

Insomma, se le regole non cambieranno venerdì molte Regioni rischiano seriamente di dover subire nuovamente restrizioni maggiori. Non solo. Il tutto sulla base di un valore RT che nel prossimo report sarà calcolato al 28 aprile e dunque appena due giorni dopo le parziali riaperture che ovviamente non potranno avere inciso più di tanto. 

Ma chi rischia di più? Ad oggi ricordiamo che solo tre Regioni sono in zona arancione mentre il resto d’Italia è in zona gialla. Campania, Emilia Romagna, Lazio sono quelle che hanno un indice RT prossimo all’1, così come Marche, Lombardia, Liguria, Puglia, Umbria, PA Bolzano (che l’ha addirittura superato) e Veneto. In pratica tutte (o quasi).

Tutte – tranne pochissime eccezioni – sono però definite dal report settimanale (foto in basso) a “basso rischio” e con “zero allerte segnalate”. Insomma, è evidente che qualcosa non torni e che le regole vadano cambiate al più presto.

Il report della settimana scorsa

 

 

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