Home News Indigestione di pensieri: effetti collaterali e rimedi

Indigestione di pensieri: effetti collaterali e rimedi

Vortice irrefrenabile

Il dialogo interno è l’insieme dei pensieri che ci ronzano nella testa in maniera quasi automatica, riflettono le nostre convinzioni, la storia passata e le ansie future. Una funzione importante del cervello per mantenere attivo il rapporto con noi stessi, per elaborare cosa ci succede e scegliere le giuste reazioni.

Tuttavia in determinati momenti può aumentare l’afflusso e trascinarci in un vortice, la sensazione fisica è di stordimento e pesantezza; perdiamo il filo della logica temporale e confondiamo oggi con ieri, può succedere addirittura che si possa scambiare la fantasia con eventi reali. Uno stato di inquietudine che si traduce in agitazione fisica.

I pensieri che formano i nostri discorsi interni si suddividono in tre categorie:

  1. fantasie, immaginazione futura o ricordi: avere un lavoro diverso, il ricordo di una vacanza ecc.;
  2. pratici sul cosa fare, progetti: la lista della spesa, l’acquisto di una casa ecc.;
  3. spazzatura, superfluo: giudizi, critiche, ammasso di cose successe in passato, paure inesistenti ecc.

Il problema nasce quando c’è un’eccedenza della terza categoria.

Pensiero: l’altra faccia delle emozioni

I pensieri non insorgono a caso da un momento all’altro ma corrispondono al nostro stato emotivo del momento: se siamo in ansia i pensieri saranno allarmanti e spaventosi, se siamo allegri i pensieri saranno leggeri e positivi.

Sembra facile ma per chi ne soffre non lo è, perché l’ammasso di pensieri ha preso quasi tutto lo spazio mentale e trovare una soluzione è dura.

Fermiamoci un attimo e parliamo delle nostre emozioni, mettiamole fuori ed elaboriamo le motivazioni con chi ha la capacità non solo di ascoltarci ma di vederci dentro.

Effetti collaterali

La nostra mente non ha più un attimo di riposo e capita di svegliarsi in piena notte in preda a pensieri più assurdi: l’insonnia è tra i primi sintomi evidenti.

Pensare, pensare e pensare è stancante: il sistema nervoso secerne adrenalina e brucia glucosio tenendo il corpo rigido fino ad esaurimento delle forze.

Si attiva la secrezione gastrica e impazziscono stomaco e intestino: scariche di colite o stipsi, bruciori allo stomaco.

L’attenzione cala per la troppa attivazione cerebrale, si possono verificare stati di confusione e dimenticanze: come in un sogno da cui non riusciamo a svegliarci.

Cosa fare

  • Riconoscere i pensieri per quello che sono: ciò a cui diamo attenzione è destinato a crescere; viceversa, ciò a cui la togliamo è destinato a sparire;

  • Noi non siamo i nostri pensieri: noi siamo anche emozioni, sentimenti e corpo;
  • Il perché del perché: stare a cercare sempre la spiegazione a tutto aumenta il flusso dei pensieri, pensare al perché sto pensando … non ne usciamo più;
  • Diamo un’immagine: immaginiamo i pensieri come delle nuvole leggere, passano e vanno via;
  • Lavorare sulle convinzioni: se penso continuamente di non essere capace di fare niente, alla base c’è poca autostima. Dobbiamo partire da questo.

Aprire il corpo

La tecnica più efficace per zittire i pensieri è ascoltare i sensi:

  1. Vista: passeggiare in riva al mare o in un prato, ma anche guardare le vetrine con l’amica o la partita di pallone con l’amico;
  2. Udito: ascoltiamo musica rilassante, o semplicemente i rumori della natura;
  3. Gusto: mangiamo le cose che ci piacevano da piccoli, ogni tanto peccare di gola fa bene;
  4. Olfatto: l’odore del cibo, dei sali nel bagno caldo, della terra bagnata. Respiriamo profondamente.
  5. Tatto: carezze e morbidi abbracci lunghi possono rappresentare la migliore medicina.

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo: psicologia@ilcorrieredellacitta.it

Vi aspetto.

Dott.ssa Sabrina Rodogno