Home » News » Italia divisa in zona rossa, arancione e gialla: si riparte il 7 gennaio, ecco le Regioni che rischiano di più

Italia divisa in zona rossa, arancione e gialla: si riparte il 7 gennaio, ecco le Regioni che rischiano di più

Pubblicato il
Coprifuoco anticipato e Italia in lockdown?

Giovedì 7 gennaio 2021 l’Italia tornerà alla classificazione in zone (gialla, arancione e rossa) dopo il periodo “speciale” delle festività natalizie. Ma da dove si ripartirà? Quali sono le Regioni che rischiano restrizioni più severe? Facciamo il punto della situazione.

Italia divisa in zone, si riparte il 7 gennaio 2021. Ecco dove eravamo rimasti

Al momento, ma la situazione è in continuo divenire, si ripartirà dallo scenario prenatalizio: tutte le Regioni d’Italia in fascia gialla, compreso l’Abruzzo che era rimasta l’unica Regione arancione.

Lo scenario tuttavia, come ormai siamo abituati, potrebbe cambiare da un momento all’altro. La necessità di tenere i contagi sotto controllo potrebbe spingere peraltro il Governo a rivalutare i parametri utilizzati sin qui per la classificazione delle Regioni, optando per criteri più stringenti al fine di intervenire in tempi più rapidi. In tal senso entro il 15 gennaio, quando scadranno i termini che regolano l’attuale sistema, sono attese novità.

Intanto ieri sono stati registrati 11.831 nuovi casi di Coronavirus in Italia secondo i dati del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità, a fronte di 67.174 tamponi effettuati su un totale di 26.823.305 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati 364 i decessi, per un totale di 74.985 vittime da inizio pandemia.

Quali Regioni rischiano di più

La cabina di regia per il periodo 21 – 27 dicembre ha evidenziato un segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle due precedenti settimane nell’intero Paese. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti Paesi Europei e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione. L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali.

Tre Regioni/PPAA (Veneto, Liguria,Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Altre tre (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche).

Questo, insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali, come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con la Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

L’andamento dell’epidemia in Italia

Complessivamente, l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Il valore è ancora lontano da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie.

 

 

Impostazioni privacy