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La Pasqua in quarantena: cogliamone il senso

Ora più che mai
Mai come in questo momento dovremmo cogliere il senso più profondo della Pasqua, a prescindere dal personale credo religioso di ognuno; la quarantena ci ha condotto, non senza fatica, allo sbocciare dei fiori, alle giornate piene di luce e al tepore del clima, che stiamo assaggiando a piccoli sorsi da dietro le finestre, quasi boccheggiando.
Le piccole cose che davamo per scontate stanno esplodendo in tutto il mondo, sono ritornati i delfini nelle zone inquinate, animali selvatici che passeggiano riappropriandosi della terra: e noi, come in un acquario a osservare impotenti, ma stupiti da tanta bellezza.

Il senso della Pasqua
La parola “Pasqua” arriva dall’aramaica “pasah” che significa “passare oltre”.
Le origini di questa festa vanno ricercate nelle celebrazioni della terra, il periodo dopo il duro inverno, quando l’agricoltura torna a dare frutti; per gli Ebrei ricorda la fine della schiavitù in Egitto, nell’Islam vi sono rituali e celebrazioni che testimoniano “nuovi inizi”, per i Cristiani il riferimento è al “patire”, ossia, alla sofferenza e quindi alla Passione di Cristo.
Come si può notare, in ogni tradizione l’elemento principale è la “rinascita” ed è per questo che la si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio di primavera.

Rinascere
L’arrivo della Pasqua è dunque una sorta di “resilienza”, una capacità di rifiorire dopo un lungo periodo di buio, di stallo in incubazione, proprio come stiamo facendo ormai da settimane dopo che sono cadute tutte le certezze della quotidianità.
Ri-nascere, sembra essere preceduta da una necessaria “discesa negli inferi”, in altri termini: bisogna prima morire per poter rinascere diversi, una trasformazione totale non facile.
Festa della rinascita, del risveglio, del cambiamento e della vita dopo tante paure, di morte e immobilità.

Dopo la quarantena
Stando ai vari decreti potremmo entro qualche settimana piano piano riprendere le nostre vite, e caso ha voluto che la “seconda fase” stia per scattare in coincidenza con questo periodo: allora, cogliamone il senso profondo!
Ritornando al significato della parola Pasqua, impariamo ad “andare oltre” e buttiamo via inutili ricordi di rancori, vecchie tracce di un passato che non ci serve più perché abbiamo già imparato abbastanza da quelle esperienze, andiamo oltre le parole su parole, pensieri ripetitivi: respiriamo a pieni polmoni la nuova primavera.
Fare dunque gli auguri in questo tempo di emergenza sanitaria, deve essere un auspicio alla Rinascita interiore, al miglioramento delle nostre relazioni (che hanno attraversato la tempesta dei domiciliari, e non è poco), alla capacità di ri-costruire o ri-prendere il lavoro, di valutare le vere amicizie, ri-valutare il proprio tempo in lentezza, il rispetto per l’ambiente e il contatto pieno con le emozioni prive di stimoli esterni.
Quando ritorneremo alla vita potremmo dire di avercela fatta, un nuovo punto da cui ripartire senza più dover correre e affannarci per fare quello che stiamo facendo in queste lunghe ma tranquille giornate: ne usciremo cuochi, lettori, appassionati di serie tv e osservatori mondiali delle pareti.

Buona RINASCITA a tutti!

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo: psicologia@ilcorrieredellacitta.it
Vi aspetto.
Dott.ssa Sabrina Rodogno

Psicostress