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Latina, giorni caldissimi sul tema rifiuti, la Ecoambiente: «Caso Borgo Montello? Ecco come stanno le cose»

Sono giorni caldi sul fronte rifiuti a Latina e Provincia. Da una parte il consiglio Provinciale di Latina, dall’altro il Tar del Lazio che ha comunicato la decisione della nomina di un commissario ad acta per dirimere la questione.

Parliamo di rifiuti e della loro gestione sul territorio: sul primo fronte l’altro ieri il Consiglio aveva come punti all’ordine del giorno una serie di questioni ambientali molto importanti per il territorio tra cui la “Chiusura, la bonifica, e la gestione post mortem del sito di Borgo Montello”; la decisione finale dovrebbe arrivare domani, venerdì 22 gennaio, ma nelle scorse ore – l’altro fronte – si è appresa la notizia del pronunciamento del Tar che, alla resa dei conti, assume un ruolo dirimente.

Il Tribunale infatti ha stabilito che in merito alla rete dello smaltimento dei rifiuti a decidere dovrà essere un commissario ad acta nominato dallo stesso Tar del Lazio che lo ha già individuato nella figura del direttore generale della Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente. 

Il pronunciamento del Tar

La decisione, arrivata tre giorni fa, è stata comunicata all’interno di un’ordinanza scaturita a seguito del ricorso presentato dalla Rida Ambiente, impianto di Aprilia, e che a sua volta ha presentato un progetto di deposito di rifiuti presso La Cogna.

Ebbene, il Tar ha sottolineato, nel merito dell’istanza presentata dalla Rida Ambiente, l’inerzia della Regione Lazio che “non ha ottemperato all’ordine giudiziale di individuare la rete integrata e adeguata di impianti di discarica, presso cui Rida possa conferire i rifiuti derivanti dal trattamento svolto sui RSU conferiti dai comuni serviti e che la sua situazione si è, medio tempore, aggravata”.

Di conseguenza sarà ora il Commissario a dare seguito alla sentenza per “individuare, entro il termine di 180 giorni, la rete integrata e adeguata” di impianti di smaltimento rifiuti di impianti in ambito regionale, tra cui le discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali del trattamento dei rifiuti urbani”.

Leggi qui il documento del Tar

La decisione dei Sindaci pontini

Oggi intanto la conferenza dei Sindaci della Provincia di Latina ha lavorato ad una proposta – forse fuori tempo massimo? – per indicare il sito dove conferire i rifiuti considerando proprio la nomina del Commissario. Da quanto si apprende le proposte, che non hanno riscontrato l’unanimità dei presenti, hanno indicato le aree una per la zona nord della provincia, nel territorio del comune di Latina, e l’altra per la zona sud nel comune di Fondi. Ribadito ancora una volta, da parte del Sindaco di Latina Coletta, il no a Borgo Montello che deve essere chiuso.

Il caso di Borgo Montello, parla la Ecoambiente: «Ecco come stanno le cose»

Tra i soggetti coinvolti vi è anche la Ecoambiente che gestisce parte dei siti di Borgo Montello, alle porte del Capoluogo pontino.

A parlare oggi è l’Avvocato Giovanni Bernardini Presidente dell’Ecoambiente.

Sono giorni caldissimi sulla questione rifiuti a Latina e provincia. Può spiegarci in breve cosa sta succedendo?

Succede che improvvisamente ci si è accorti che, in un sistema integrato ed efficiente di gestione dei rifiuti, non si può prescindere da una rete di impianti e da un deposito di scarti, cioè un luogo fisico, dotato di tutti i presidi e dei moderni accorgimenti tecnici ed industriali, dove collocare gli scarti degli impianti di trattamento. In un sistema di corretto funzionamento della raccolta differenziata stiamo parlando di un luogo destinato a ricevere una percentuale non superiore al 10% del rifiuto conferito. Noi lo abbiamo sempre saputo e lo abbiamo sempre ricordato a tutti coloro che si avvicinano a questa materia affascinante che riguarda non solo il trattamento dei rifiuti ma soprattutto la loro trasformazione in materia seconda ed energia. E’ una sfida tecnologica che si inserisce nella più ampia strategia della transizione energetica. Ecoambiente ha sempre avuto questa consapevolezza ed infatti ha proposto da tempo la nascita di un polo impiantistico/industriale a Borgo Montello con un adiacente D.r.in (deposito di rifiuti innocui) dove conferire esclusivamente gli scarti. Su questi temi occorre avere una visione ampia ed una grande progettualità che, spesso, la politica non ha perché la ricerca del consenso non le permette di effettuare scelte coraggiose e di prospettiva. Noi siamo pronti ad ogni confronto: abbiamo idee, competenze, esperienza, autorizzazioni ed un luogo come Borgo Montello in cui poter continuare a far convivere le esigenze di bonifica con quelle dello sviluppo industriale”. 

Il Consiglio Provinciale ha presentato un testo per procedere con la bonifica e relativa chiusura dei siti di Borgo Montello e della ex cava di La Cogna senza tuttavia indicare soluzioni per il deposito di rifiuti. Qual è la posizione di Ecoambiente in merito?

“Ma noi siamo già molto avanti con la bonifica, non c’è bisogno di presentare alcun testo. Bisogna solo uscire dal clichè dei luoghi comuni e confrontarsi con le idee ed il lavoro di soggetti affidabili che intendono investire sullo sviluppo di un nuovo progetto industriale a Borgo Montello continuando a preoccuparsi dello stato di salute dell’intera area. Nel dibattito vorticoso degli ultimi mesi, spesso ci si dimentica che Ecoambiente è nata con due missioni: occuparsi della bonifica del sito di Borgo Montello e realizzare in questo luogo il proprio progetto industriale. Sono due aspetti strettamente collegati tra di loro perché senza l’una non ci può essere l’altro. Ricordo che la nostra società è nata nel 1998 con una partecipazione maggioritaria del Comune di Latina proprio per rimediare ad una situazione di grave criticità ambientale dovuta al fallimento del precedente gestore privato ed all’abbandono improvviso del sito da parte di quest’ultimo. Da allora Ecoambiente ha proceduto pazientemente alla costante bonifica di invasi che erano stati gestiti da altri (compreso il Comune di Latina) con una serie di interventi enormi sia dal punto di vista finanziario che ingegneristico. La prima bonifica venne effettuata nel periodo 1998/2001, in concomitanza con la nascita della società, nell’area degli invasi di S1, S2 ed S3 dove si rese necessario procedere allo smaltimento di 12.000 mc di percolato ed alla costruzione di un diaframma in plastico (polder) necessario per separare la zona degli abbancamenti dalla falda acquifera. La seconda bonifica è iniziata nel 2014 con la predisposizione ed attuazione del Piano di Messa in Sicurezza Operativa dell’area che, da allora, è stato costantemente attuato fino ad arrivare agli ottimi risultati oggi raggiunti. La terza bonifica riguarda l’invaso cosiddetto S0 e cioè un invaso le cui origini risalgono agli anni 70, gestito fino alla sua chiusura nel 1986 anche dal Comune di Latina, rispetto al quale Ecoambiente (che è assolutamente estranea ad ogni gestione dell’invaso essendo stata costituita addirittura dopo la sua chiusura) ha manifestato la propria disponibilità a riprendere le attività per la realizzazione del capping definitivo. Lo ha fatto come soggetto interessato all’area pur non avendo nessuna responsabilità su come è stato gestito quell’invaso. Noi siamo interessati allo sviluppo industriale dell’area e quindi non abbiamo remore nel completare il capping su S0 proprio perché vogliamo investire sullo sviluppo industriale dell’area e trasformare Borgo Montello in un Modello Industriale a 360° che anticipa e realizza gli obiettivi delle Direttive Europee sull’Economia Circolare e i traguardi fissati dal Green Deal Europeo per il 2030-2050 in materia di decarbonizzazione e neutralità climatica”.

Negli ultimi tempi in effetti, con un’accelerata lo scorso anno, l’obiettivo della politica è chiudere a tutti i livelli i siti di Borgo Montello soprattutto per l’aspetto dell’inquinamento che voi, per la parte vostra, avete sempre confutato presentando studi in merito. Inquinamento che peraltro si riferisce a periodi passati quando la vostra società non era neppure stata costituita. Anche sui campionamenti fatti da Arpa vi siete opposti con decisione: vuole ribadire la posizione di Ecoambiente?

“Per quanto ci riguarda, il sito di Borgo Montello è in una condizione di assoluto controllo da un punto di vista ambientale e di salute pubblica.  Per questo abbiamo invitato gli amministratori a venire a vedere cosa c’è a Borgo Montello ed a documentarsi sulla nostra storia, sulla nostra attività evitando di dare giudizi affrettati ed inutilmente allarmistici. Bisogna conoscere e toccare con mano le cose prima di giudicare con una superficialità che non può appartenere a questa materia. Gli interventi di bonifica hanno dato risultati positivi. Attualmente, sulla base delle analisi svolte in contraddittorio con ARPA, in nessun piezometro dell’area, compresi quelli posti nelle vicinanze del polder, vengono superate le CSR (concentrazioni soglie di rischio). Per quanto riguarda la presenza di sostanze metalliche nel sottosuolo, spesso inutilmente e superficialmente enfatizzata dalla stampa, essa è da ricondursi alla morfologia del fondo naturale che è storicamente ricco di queste sostanze (a Borgo Montello c’è stata per secoli una miniera e la località limitrofa si chiama Le Ferriere…) e noi abbiamo avuto anche la conferma scientifica di ciò attraverso uno studio isotopico del 2020 che abbiamo già trasmesso a tutti gli enti competenti. Il lotto B è stato realizzato con un sistema di sicurezza rafforzato. E’ stato installato ed è operativo sul sito un impianto di depurazione del percolato di discarica attraverso il processo cosiddetto di osmosi inversa e ricircolo del concentrato. L’attività di biomonitoraggio avviata da Ecoambiente (attraverso il sistema delle “api sentinelle”) ha dato risultati assai positivi. Le centraline, che erano state installate da ARPA dinanzi all’entrata della discarica e negli immediati paraggi per monitorare la qualità dell’aria, hanno sempre confermato la normalità dei dati registrati. Lo stesso Comune di Latina ha approvato negli anni scorsi l’Analisi di Rischio specifica del sito confermando che a Borgo Montello non vi è alcun rischio per la salute pubblica. Avevamo addirittura proposto un progetto di bonifica dell’invaso S0 tramite la tecnica del cosiddetto Landfill Mining (svuotare le vecchie discariche recuperando la materia nobile e trattando la parte non recuperabile) con un progetto del Consorzio Interuniversitario CINIGEO (di cui fanno parte due delle più antiche università del mondo: Bologna e Roma) che è stato addirittura presentato come case study nella conferenza internazionale di Lisbona nel febbraio 2016: ma purtroppo la politica locale non ha voluto percorrere questo progetto ambizioso ed innovativo. Questi sono i dati reali della situazione; queste le cose su cui dovremmo seriamente riflettere e confrontarci. Per questo agli occhi di chi conosce realmente la situazione questo recente dibattito su Borgo Montello appare davvero incomprensibile ed esclusivamente strumentale”.

Il progetto di rilancio per Borgo Montello potrebbe, voi lo sostenete da tempo, risolvere di fatto la questione dell’autosufficienza nel processo della gestione dei rifiuti nell’ATO di riferimento come del resto indicato dalla Regione stessa. In cosa consiste il piano e quali sarebbero i benefici per il territorio?

“Assolutamente sì. Noi abbiamo proposto la realizzazione a Borgo Montello di un nuovo Modello industriale basato sull’economia circolare ed in linea con il Grean Deal Europeo per il 2030-2050 in materia di decarbonizzazione e neutralità climatica. Idrogeno, metanolo, biometano, recupero di materia e riduzione dello scarto: concetti ed obbiettivi tutti concentrati in un progetto industriale da realizzare con impianti SENZA EMISSIONI NELL’ATMOSFERA. E’ questa la grande sfida tecnologica su cui ci dovremo misurare nei prossimi anni. Questo riporterebbe Borgo Montello e la Provincia di Latina al centro della riflessione ambientale con uno slancio di innovazione, tecnologie ed investimenti di livello europeo.  Per questo è riduttivo continuare a parlare di discarica. La discarica tradizionale, come è stata Borgo Montello per tanti anni durante i quali ha ricevuto il rifiuto tal quale, non esiste più né potrà mai tornare. Oggi abbiamo bisogno di un deposito dove collocare gli scarti delle lavorazioni industriali che già sono stati neutralizzati dal processo industriale. Di questo stiamo parlando ma, credo, pochi ne hanno avuto finora piena consapevolezza”.

Intanto il Tar del Lazio ha nominato un Commissario dato che la Regione non ha provveduto ad indicare un’area per la discarica a Latina a seguito del ricorso, accolto, della Rida Ambiente. Insomma, la Politica ritarda, si va in emergenza e alla fine tutto ricade sulle decisioni del commissario. Condivide questa analisi? 

“La politica è ostaggio del consenso e spesso preferisce rimandare all’infinito questioni che invece sono strategiche per l’interesse reale dei cittadini ed il futuro dei nostri figli. Se non vi è amore per la verità e coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, la politica abdica alla propria funzione. E quindi subentra la tecnica. A noi interessa però che qualunque scelta verrà adottata sul punto sia una scelta consapevole e ragionata, basata cioè su dati reali e non su argomenti strumentali o pregiudizi ideologici”.

Qual è il suo commento in ultima analisi? 

“Noi vogliamo continuare a lavorare a Borgo Montello con il modello che abbiamo proposto: sviluppare il nostro progetto industriale e contemporaneamente continuare ad occuparci del sito investendo sulle ulteriori attività di bonifica (capping, landfil mining, contratto di fiume per la tutela del bacino dell’Astura, piantumazione di tutta l’area ecc) una parte degli introiti delle attività industriali. La discarica è un falso problema perché a noi interessa lo sviluppo industriale dell’area in termini di economia circolare e, nell’ambito di questo progetto, abbiamo bisogno di un deposito esclusivamente dedicato agli scarti delle lavorazioni. Mi sembra il modo migliore per guardare al futuro senza perdere la memoria del passato”.

Cosa potrebbe succedere ora

Come si sarà compreso la situazione è altamente incerta ed è difficile azzardare previsioni. Diversi gli scenari che potrebbero concretizzarsi e nulla può essere dato, anche alla luce delle parole della Ecoambiente, per scontato. 

L’indicazione di un altro sito (o più siti, come indicato dalla conferenza dei Sindaci) resta l’ipotesi più semplice ma anche quella con i tempi più lunghi; poi c’è il progetto di rilancio industriale (per ora bloccato) per Borgo Montello come visto e, ancora, l’ipotesi del sito indicato dalla Rida ad Aprilia, cui il Commissario potrebbe fari riferimento a causa dell’urgenza della situazione ma che farebbe così saltare tutte le proposte e le eventuali decisioni prese – in ritardo – dalla politica regionale e provinciale .