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Lo schiaffo morale ai ‘grandi’ dell’Europa e d’America: diventa virale la lettera che riassume il pensiero degli italiani

Ha fatto il giro del web in poche ore la lettera che Stefano Bruzzi ha scritto – di pancia, ma su elementi ragionati – all’indirizzo del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel, oltre che del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al premier inglese il premier britannico Boris Johnson.

Nella lettera, che i governanti di Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti non leggeranno mai (purtroppo, ma… non si sa mai che qualcuno non gliene faccia avere una copia) c’è il pensiero della stragrande maggioranza di noi italiani, di quelli che sono stanchi di ricevere calci in faccia da chi ci sfrutta e poi ci denigra. E questo non è un discorso politico, ma di orgoglio nazionale e non solo.

Perché quando le altre Nazioni, qualunque fossero, hanno avuto bisogno di aiuto, noi italiani non ci siamo mai tirati indietro e abbiamo organizzato collette, aiuti, spedizioni, raccolte fondi. A noi non solo non ci ha “filato” nessuno, ma ci hanno tagliati fuori dal mondo, pensando di essere immuni, senza immaginare che dopo pochi giorni la stessa sorte sarebbe toccata anche a loro.

E allora ci siamo dati da fare da soli: in queste settimane sono state lanciate diverse raccolte fondi per l’acquisto di mascherine o da donare agli ospedali per fronteggiare al meglio le necessità dei reparti di terapia intensiva e di tutte le strutture interessate. Nessuno dall’estero, prima che venisse dichiarata la pandemia, si è mosso. Anzi, c’è chi, come in Francia, ha ironizzato creando la pizza al coronavirus, oppure ha creato copertine di giornali satirici contro di noi (lo stesso giornale che noi abbiamo difeso… adesso non siamo più tutti Charlie: siamo solo tutti italiani). A mettere mano al portafogli sono stati solo gli italiani, a partire dai vip come Giorgio Armani che ha donato 1.250.000 euro agli ospedali, Bulgari che ha regalato un microscopio innovativo allo Spallanzani, Chiara Ferragni e Fedez, che hanno donato 100mila euro al San Raffaele di Milano e fatto partire una raccolta fondi che, grazie all’appello dei due amati vip, in poche ore ha superato i 3 milioni di euro. 

C’è poi stato un contributo di 500.000 euro erogato dalla Fondazione Roma per realizzare presso l’ospedale Spallanzani di Roma una nuova struttura dedicata allo studio delle caratteristiche biologiche, della risposta immunitaria e del trattamento del virus SARS-CoV2.

Il resto del mondo cosa ha fatto? Ha guardato e criticato. E chiuso le frontiere. Eppure l’Italia, ogniqualvolta c’è stato bisogno, ha inviato uomini, mezzi e soldi ovunque. 

Da noi sono arrivate le mascherine da parte dei cinesi di Wuhan, solidali perché sanno benissimo cosa stiamo passando, ed è in atto una campagna di raccolta fondi nella Cina orientale per aiutare l’Italia a combattere l’epidemia. L’unico gesto bello nei confronti degli italiani arriva dalla Cina. Il resto del mondo ci ha tagliati fuori, pur sapendo che, con le misure restrittive in atto, l’Italia a breve vivrà una crisi economica enorme. Anzi, forse qualcuno ne trarrà vantaggio.

Ma adesso le cose stanno cambiando. Il virus non guarda i confini e sta colpendo anche altrove. Certo, apparentemente i numeri da noi sono più alti. Apparentemente. Quali sarebbero se i tamponi fossero effettuati nella stessa nostra percentuale? Quali sarebbero, soprattutto, se ai morti con patologie diverse, ma positivi al Covid-19, attribuissero anche all’estero come causa di decesso il Coronavirus come da noi e non, ad esempio, infarto, tumore o altro? Non sono un medico, non so quale sia la linea giusta da seguire quando si stila il certificato di morte. Ma il punto non è questo, adesso.

Torniamo a come ci hanno trattato il resto d’Europa e gli Stati Uniti e alla lettera della ragazza, che pubblichiamo per intero.

“GRAZIE!
Grazie caro sig. Macron, cara sig.ra Merkel, grazie per averci abbandonato nel momento del bisogno, grazie per averci negato di poter ACQUISTARE da voi semplice mascherine e altri presidi medici atti a combattere la diffusione del virus.
Le avremmo pagate, sapete? Siamo italiani, quelli sporchi, chiassosi, indisciplinati, buffi, folkloristici, poveri e talvolta mafiosi… ma siamo anche quelli che vi hanno costruito le strade, le scuole, vi hanno insegnato l’alfabeto che usate, spiegato le leggi, il diritto, l’organizzazione dello stato e la creazione di quello di diritto.
Siamo noi, gli italiani, gli autori delle opere che riempiono i vostri musei, dei testi che studiate, delle invenzioni che usate, quelli che con enormi spese e sacrifici si trovano a dover conservare e gestire ben oltre il 70% del patrimonio culturale e artistico mondiale, chiedendovi una cifra irrisoria per il biglietto dei musei e talvolta neppure quella.
Siamo noi, gli italiani, siamo quelli che vi hanno offerto l’arte e la cultura su cui si basa la nostra e la vostra civiltà, la massima espressione di bellezza, armonia, equilibrio che l’essere umano abbia mai raggiunto.
Siamo noi, gli italiani, che prima vi abbiamo offerto la civiltà, che poi voi avete abbattuto trascinando il mondo nel medioevo, e poi, una volta risollevati e rinati, abbiamo nuovamente offerto al mondo la civiltà, l’arte, la geografia, l’economia, l’istruzione.
Siamo noi, gli italiani, quelli che hanno creato il parmigiano, la mozzarella, il prosciutto, la mortadella, il salame, i ravioli, i tortellini, le lasagne, il gelato, la pizza, etc., etc., quelli che hanno portato in Francia le vigne e che vi hanno insegnato a fare il vino, la grappa i distillati, quelli che ogni anno combattono contro i vostri tentativi di scimmiottare i nostri prodotti e copiarne il nome ma anche lo stile e la moda.
Anche a lei, sig. Trump e a lei sig. Johnson, grazie per averci prima di tutto isolati invece che aiutati. Le ricordo, sig. Trump, che se non fosse stato per un italiano, adesso sarebbe nella terra dei suoi avi a fare la fame, e non in America a fare il riccone e non avrebbe neppure potuto mangiare patate, perché non le avreste mai avute senza un temerario italiano che ha navigato verso l’ignoto.
A lei, sig. Johnson, ricordo che la fortuna della sua Nazione si basa su una bandiera che vi abbiamo concesso di issare sulle vostre navi per non essere attaccati dai pirati, la Croce di San Giorgio concessa dalla Repubblica di Genova, senza quella sareste stati spazzati via dai saraceni. Vi abbiamo insegnato la navigazione e l’avete imparata bene!
Tutti voi, quando telefonate, pensate a Meucci, quando guardate la TV o ascoltate la radio, pensate a Marconi, quando usate l’energia elettrica come non ci fosse un domani, pensate che non avreste potuto farlo se non ci fosse stato Fermi!
Noi italiani abbiamo inventato le banche, le università, la prospettiva, l’architettura, l’ingegneria, l’astrofisica, il calendario, la musica otre altre innumerevoli cose.
Erano italiani Giotto, Colombo, Marco Polo, Leonardo, Michelangelo, Bernini, Tiziano, Raffaello, Brunelleschi, Galileo, Cesare, Ottaviano, Vespasiano, Aurelio, Dante e potrei continuare per ore…
Carissimi miei, nel sentire il nome ITALIA dovreste scattare in piedi, abbassare la testa ed essere coscienti che l’origine della società occidentale è qui, se vi chiediamo aiuto dovreste correre, perchè se trascinate di nuovo il mondo nel medioevo non so se ce la faremo nuovamente a far rinascere la civiltà.
Se invece non vi interessa, allora compiacetevi di quello che avete, restate ad ammirare qualche tonnellata di ferro imbullonato e quando visitate i vostri musei, per cortesia, saltate le opere degli italiani… finirete la vostra visita molto velocemente, potrete così andare a visitare subito una bella fabbrica di auto, diesel magari, di quelle che non inquinano solo ai controlli, andate poi a visitare quelli che per voi sono castelli e per noi banali ville di cui siamo pieni, oppure andate nella capitale dell’azzardo che scimmiotta Venezia, Firenze, Roma, andate pure! Evitate di venire a visitare il paese più bello del mondo, visto che lo avete pugnalato alle spalle, accoglieremo a braccia aperte a chi nel momento del bisogno ci ha aiutati, apriremo le nostre città uniche al mondo a loro, potranno visitare Venezia, Roma, Firenze, Genova, Napoli, Bologna, Pisa, Lucca, Assisi, Siena, Torino, Palermo, Agrigento, Milano, Cremona, Mantova, Ferrara, la Toscana, il Monferrato, le Dolomiti, le Alpi, la Puglia, la Sardegna, etc. etc.
Avete distrutto la povera Grecia con la vostra finanza, ci avete provato con l’Italia, ma non ci siete riusciti, ora forse avete scorto l’occasione per assestare il colpo finale, ma nella cecità del vostro egoismo non avete calcolato che il virus non ha frontiere, colpirà tutti, anche voi!
Se ci aveste aiutato ieri nel tentativo di arginare l’epidemia, oggi non dovreste piangere i vostri morti, e domani…
Il vostro egoismo ha dato la misura di quanto poco siate!
Grazie”