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Lutto a Ostia, morto a 49 anni il calciatore Giovanni Tiberi

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Giovanni Tiberi morto in un bar di Ostia

Un malore improvviso, il tentativo disperato di salvargli la vita, ma purtroppo per Giovanni Tiberi, ex calciatore di 49 anni, non c’è stato nulla da fare. L’uomo, che gestiva da tempo un bar a Ostia, si è accasciato a terra ieri mattina, proprio nel locale del litorale romano che era diventato un po’ la sua seconda casa. Una domenica come tante, che invece si è trasformata in tragedia.

Chi era Giovanni Tiberi

Giovanni Tiberi, classe 1973, si è spento ieri mattina nel suo bar di Ostia, stroncato da un malore improvviso. L’uomo, prima di gestire quel locale, aveva indossato diverse maglie ed era un noto calciatore, che per anni aveva militato nella Ternana, dal 1997 al 2000. Ma non solo. Come attaccante lui, che era soprannominato il ‘vichingo’ aveva giocato con la Triestina e il Cosenza, poi aveva chiuso la carriera con la maglia gialloblu della Viterbese. Squadre che ora sono in lutto, specie la Ternana che per Giovanni Tiberi aveva sempre avuto un posto speciale nel suo cuore. Il calciatore lascia la moglie Marzia e tre figli. 

I messaggi di vicinanza

Tantissimi i messaggi di vicinanza e cordoglio, ancora increduli e addolorati tutti quelli che conoscevano Tiberi, che avevano giocato con lui o che erano soliti fermarsi in quel bar di Ostia per un caffè. E sui social le bacheche sono inondate di ricordi, come quello commosso dell’ASD Infernetto Calcio: “Oggi (ieri, ndr) ci ha lasciato all’improvviso Giovanni Tiberi. Ha fatto parte della famiglia gialloblu come responsabile della Scuola Calcio, trasmettendo ai nostri piccoli atleti l’amore per il calcio. Un professionista del pallone, un amico appassionato. Il Presidente Matteo D’Avello e tutta la Asd Infernetto Calcio si stringono alla moglie e ai figli in questo momento di grande dolore. Sarai sempre nei nostri cuori. Ciao Giovanni 💛💙“. 

Vicinanza anche dalla grande famiglia ‘Honey Football Friends‘, che ricorda Giovanni come un ex calciatore e un atleta conosciuto e amato. Lui, infatti, mancherà a tutti. Ai più piccoli che allenava, a chi lo conosceva da tempo e ancora non riesce a capacitarsi di aver perso un punto di riferimento, una colonna portante. “Ti faccio un’ ultima promessa e sai che la manterrò, perché per Gente come Noi il valore della parola era tutto.. Continuerò ad insegnare e a trasmettere i concetti di questo sport a fare Calcio come lo intendevamo noi, in modo che una parte di te continui a vivere per sempre.. Non solo dentro di me, ma anche nelle generazioni future. Incredulo, vuoto, dilaniato dal dolore e con le lacrime che continuano a scendere da sole ti dico Addio.. AMICO MIO” – scrive Daniele, che ha avuto la fortuna di conoscere Tiberi e di trascorrere del tempo con lui. 

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