Home News Cronaca Magliana, Primavalle e Collatina: chiusi otto negozi e denunciati tre esercenti

Magliana, Primavalle e Collatina: chiusi otto negozi e denunciati tre esercenti

Roma - Gli agenti della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa della Questura chiudono 8 esercizi commerciali nelle zone Magliana, Primavalle e Collatina e denunciano 3 esercenti per “manovre speculative su merci”

Nell’ambito dei controlli finalizzati al contrasto e al contenimento del diffondersi del virus Covid-19, gli agenti della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa e Sociale, diretta da Angela Cannavale, al fine di monitorare la regolarità del settore delle attività commerciali hanno effettuato numerosi controlli riscontrando che ancora molti esercizi commerciali  non rispettano il divieto di chiusura.

Le verifiche hanno interessato vari quartieri della Capitale situati sia nel centro storico che nella periferia – soprattutto nelle zone della Magliana, Primavalle, Collatina – e a seguito di esse sono state effettuate soltanto negli ultimi tre giorni, nr. 8 chiusure di esercizi commerciali di cui di 2 di media e grande struttura di vendita.

L’attuale normativa difatti, in caso di mancato rispetto delle misure previste per il contenimento dell’epidemia, prevede che venga disposta l’immediata chiusura dell’attività, che potrà poi essere ulteriormente sanzionata dal Prefetto, una volta cessata l’emergenza, con la sospensione della licenza fino a 30 giorni.

Nella fattispecie alcuni gestori di attività di casalinghi, noncuranti dei divieti, continuavano a tenere aperti i negozi ponendo in vendita articoli tra quelli non consentiti. Oltre ad aver provveduto alla chiusura immediata, gli investigatori hanno contestato sanzioni pecuniarie per un totale di 15.000,00 euro.

Inoltre tre esercenti sono stati denunciati penalmente all’Autorità Giudiziaria, ai sensi del 501 bis del c.p., per aver effettuato manovre speculative sul mercato con rincari di oltre il 500% sui dispositivi quali mascherine DPF1 e gel igienizzanti. Il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa di essere destinato quanto prima alla Protezione Civile.