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Ncc, bruciato a Roma in piazza della Repubblica il fantoccio di Di Maio

Scendono nuovamente in piazza gli Ncc, per protestare contro il decreto legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea” e approvato lo scorso 22 dicembre.

Un decreto che non piace per nulla alla classe degli Ncc, convinti come le nuove norme favoriranno i tassisti e farà venir meno il principio di concorrenza con questa categoria, in un contesto che potrebbe far ricadere problemi sul servizio erogato agli utenti. 

Dalle 14 sono numerosi gli autisti che sono scesi in piazza della Repubblica provenendo da tutta Italia, in un clima surreale e di profonda tensione.

Un noleggiatore siciliano è arrivato addirittura a cospargersi di benzina sul palco, minacciando di darsi fuoco: un tragedia fortunatamente sventata, nonostante minuti di concitazione per l’accaduto.

Durante il pomeriggio è stato dato alle fiamme in piazza della Repubblica un fantoccio rappresentante il volto di Luigi Di Maio, attuale Ministro del Lavoro. 

In mattinata un centinaio di furgoni neri avevano sfilato a Fiumicino in segno di protesta, aggirandosi verso l’ora di pranzo nell’anello viario che collega il piano Partenze dei terminal dell’Aeroporto di Fiumicino. Il sit-in era indirizzato soprattutto ai turisti presenti lì, maggiori fruitori del servizio Ncc per effettuare i loro spostamenti in vacanza. Gli autisti hanno manifestato suonando i clacson lungo il tragitto seguite dalla scorta della Polizia, non causando comunque nessun disordine o intralcio al traffico.

Hanno aderito alla protesta di piazza della Repubblica le sigle associazionistiche di Federnoleggio, FITA CNA NCC, Fai TP e Anitrav.

Una delegazione degli autisti in protesta si è recata intorno alle ore 16 al Quirinale, in attesa di essere ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La protesta è stata commentata da Luigi Pacilli, presidente di Federnoleggio: “Tra cinque giorni, il primo gennaio, saremo dei fuorilegge, il decreto imposto dal Governo è, dal nostro punto di vista, incostituzionale“.

Prosegue Pacilli: “Oggi siamo nuovamente in piazza  per chiedere norme di buon senso. Se entrano in vigore le nuove normative, in barba al principio della concorrenza, si favoriranno solo i tassisti e l’associazione autonoleggiatori Anar, gli unici con cui il governo si è confrontato. Vogliamo continuare a svolgere la nostra attività, salvare il lavoro di migliaia di aziende e dei propri dipendenti“.

Conclude il presidente di Federnoleggio: “Auspichiamo che il presidente della Repubblica Mattarella, che riceverà oggi una delegazione di Ncc, accolga la nostra istanza e non firmi il decreto“.