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Omicidio Vannini, figlio Ciontoli: “Mio padre mi parlò di uno scherzo, ma io chiamai il 118”

E’ partito il processo bis per il caso dell’omicidio Vannini, ucciso nel 2015 per uno sparo proveniente dalla pistola di Antonio Ciontoli. 

Arrivano subito dichiarazioni sconcertanti da Federico Ciontoli, figlio dell’imputato Antonio nel processo bis per la tragica morte di Marco Vannini: “Mio padre diceva che Marco si era spaventato per uno scherzo, e io gli credetti perché non c’era nessuna ragione per non farlo. Non c’era niente che mi spinse a non credere in quello che mio padre chiamò “colpo d’aria”, del cui significato non mi interessai più di tanto essendo stato solo uno scherzo. Vista però la sua indecisione presi il telefono, uscii dalla stanza e chiamai i soccorsi sanitari del 118″.

Continua la testimonianza di Federico Ciontoli a riguardo: “Sono qui non per paura di essere condannato, ma perché la verità è quello che ho sempre raccontato. Per anni sono sceso per strada con la certezza che qualche giornalista mi sbarrasse la strada, mi pedinasse o bloccasse la portiera dell’auto per non farmi partire e forzatamente cercasse di estorcere un’intervista, come ormai avveniva abitualmente. Ma questo non era niente rispetto al fatto che per tre interminabili anni sono uscito ogni giorno da casa per andare a lavorare e ho camminato perseguitato dall’immagine di qualcuno che potesse venire e spararmi alla testa spinto da quello che si diceva su di me in televisione. Non che questo non possa avvenire oggi, o che io non lo pensi più oggi, ma oggi ho paura, ho più paura perché ho raggiunto una certezza che rimarrebbe anche se io non esistessi più. Anche se quello che veniamo a sapere, che vediamo, che sentiamo spesso non è la verità, ma una costruzione di fronte alla verità ogni costruzione crolla”. 

Parole anche per la madre di Marco Vannini, la signora Marina Conte: “Ci aspettiamo giustizia e verità per Marco“. Presenzia al processo bis insieme al marito Valerio, alla ricerca di giustizia per il povero Marco. Il ragazzo infatti morì per uno sparo proveniente dalla pistola di Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata all’epoca e in una tragedia che lo colse all’interno della loro dimora a Ladispoli il giorno 17 maggio 2015. 

Il 7 febbraio scorso la Corte di Cassazione aveva accolto la richiesta della parte civile e del sostituto procuratore generale, accettando di disporre un nuovo processo per il riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale per la morte del giovane Marco.

In questo processo bis i giudici saranno di Piazzale Clodio saranno chiamati a rivalutare le posizioni di tutti e quattro gli imputati

Ecco le dinamiche del processo di oggi:

Ore 9,34 – Inizio l’udienza;

Ore 10,10 – La difesa si oppone alla richiesta probatoria della perizia sulla telefonata e dei testimoni. Inoltre sottolinea come ci sia troppa pressione mediatica su questa vicenda;

Ore 10,15 – La difesa prova a evitare l’ammissione delle prove fornite dalla perizia della Emme Team, sull’audio ripulito della seconda telefonata al 118;

Ore 10,22 – La difesa chiede la possibilità che telecamere e stampa non siano presenti alle prossime udienze;

Ore 10,38 – La difesa ha chiesto di ascoltare la testimonianza di Viola Giorgini, mentre si oppongono per quelle di Cutini, Calisti, Bianchi e della vicina mai sentita;

Ore 11,18 – L’avvocato Celestino Gnazi, per la parte civile, ha evidenziato che la stampa deve essere ammessa perché i processi penali sono pubblici anche per esigenze di trasparenza. Inoltre ha detto che deve essere ammessa la teste Imperato – la vicina mai ascoltata – perché appare rilevante quello che ha sentito. Inoltre ha ribadito il fatto che la Imperato o altri vadano in Tv non significa che sia poco credibile. Sempre l’avvocato ha puntualizzato che la consulenza sulla telefonata è anche essa importante per capire come siano andate le dinamiche dei fatti il giorno della tragedia;

Ore 11.35 – L’avvocato Gnazi non si oppone alla testimonianza di Viola Giorgini;

Ore 11,53 – Federico Ciontoli legge una dichiarazione;

Ore 12,32 – Nella dichiarazione spontanea, Federico Ciontoli ha ricostruito quanto accaduto nella casa di via De Gasperi a Ladispoli. Ha continuato a sostenere che quanto intercettato nella caserma dei Carabinieri di Civitavecchia è la ricostruzione che gli ha raccontato il maresciallo Roberto Izzo;

Ore 12,33 – Le parti civili chiedono l’acquisizione della testimonianza espressa dalla vicina di casa, accettano Viola Giorgini come testimone e chiedono l’ammissione della superperizia della Emme Team sul secondo audio al 118. Inoltre hanno chiesto la presenza della stampa in aula;

Ore 12,34 – La Corte si ritira in camera di consiglio;

Ore 12,55 – Viola Giorgini viene ammessa come teste, la stampa sarà presente in aula;

Ore 13 – Rinvio al 9 settembre per sentire Viola Giorgini