Home News Come gestire due gemelli: i consigli di due mamme (e dell’ostetrica)

Come gestire due gemelli: i consigli di due mamme (e dell’ostetrica)

Parto gemellare

Come promesso questo mese parliamo ancora di gemelli! Ci siamo fermati a quanto è difficile all’inizio accettare l’idea dell’arrivo di due bimbi invece che uno e a come affrontare la gravidanza ed il parto. Quello che viene dopo è ancora più impegnativo!

Di recente ho avuto modo di seguire ben due mamme che hanno avuto due gemelli e ho pensato di chiedere loro di parlarvi della loro esperienza. Per me sono due mamme fantastiche! Anna Maria: “Quando il ginecologo ha detto “sono due” per noi è stato uno shock. I primi pensieri, la macchina è piccola, la casa ancora di più, la primogenita è piccola, tre pannolini da cambiare… la prima notte della notizia INSONNE… poi raziocinio. La prima figlia abbiamo lottato e aspettato tanto per averla, il secondo lo volevamo però mai avremmo pensato che sarebbe stata una doppietta! La gravidanza nonostante i primi due mesi di vomito e stanchezza continua, è stata serena e tranquilla.

Quello che scoraggia e soprattutto stressa nel caso di gemelli è il mondo intorno… tutti si sentono autorizzati ed in diritto di dire la loro. Ne ho sentite di ogni “non ti sforzare, devi stare a letto, non puoi camminare, non prendere Adele in braccio (ho vissuto tutti e nove i mesi con l’ansia del parto prematuro) non dormirai, avrai bisogno di aiuto”. Per non parlare poi dell’argomento allattamento, “non puoi allattare, sarà troppo difficile, non ce la farai” (litania che continua ancora oggi dopo 5 mesi di latte esclusivo mio), sono state rare le parole di incoraggiamento. Noi abbiamo fatto il taglio cesareo ed è stato emozionante sentirne piangere due e vederne arrivare due che seppure piccole 2700 e 2300 hanno subito riconosciuto la loro tetta ed il loro territorio.

Quello che è difficile con i gemelli, secondo la mia esperienza e considerando che le mie sono seconde, è che sono proprio due! Non hanno l’esclusiva! Da un lato si fanno compagnia, dall’altro dovranno sempre dividersi tutto anche il tempo per le coccole e l’affetto… ecco perché io non ho quasi mai allattato in tandem perché almeno quel momento voglio viverlo in esclusiva. Due pianti, due pannolini, doppi denti, doppio spannolinamento e doppi problemi… questo è stancante, stressante e spesso estenuante.

In realtà siamo quasi a sei mesi, non ancora le ho godute fino in fondo, perché è una vera e propria catena di montaggio… prima una poi l’altra non c’è mai fine e se un giorno fa i capricci una, il giorno dopo tocca all’altra. Non mi sento una super mamma… sono consapevole che ho, almeno per il momento, rinunciato a me stessa, mi consolo dicendo che passerà… un unico complimento sento di fare a me stessa: quello di aver ignorato il mondo esterno e di aver seguito l’istinto di mamma, anche quando probabilmente ho sbagliato. La mia fortuna? La primogenita! Per noi è stata una palestra durissima, per cui le gemelle in alcune situazioni sembrano una passeggiata”.

Anna Maria è la dimostrazione che la volontà e la determinazione sono la cosa più importante! La natura è perfetta deve solo essere assecondata! Questo non vuol dire che sia facile, ma solo che bisogna crederci e affrontare le difficoltà in vista di una ricompensa più grande. Io Anna Maria l’ho conosciuta quando abbiamo fatto il baby massage con la prima bimba Adele al mare ed è stato subito feeling, mi ricordo quando mi ha chiamato per dirmi che aspettava le gemelle e anche se era ancora in attesa già mi chiedeva aiuto per allattarle da sola al seno… da come parlava sapevo già che ce l’avrebbe fatta brillantemente… io mi sono limitata ad un pò di supporto a distanza!!

La seconda mamma si chiama Sofia, anche per lei il percorso è stato lungo e difficile, ma ha dimostrato di essere anche lei all’altezza dei propri sogni. Sofia aveva il desiderio di fare un parto spontaneo nonostante la convinzione che i gemelli possano solo nascere con parto cesareo e alla fine ci è quasi riuscita. Solo uno sfortunato concatenasi di eventi le hanno impedito di raggiungere il traguardo, ma ci tengo a dire che comunque ci ha provato travagliando fino alla dilatazione completa! L’ho vista arrivare al corso di accompagnamento al parto incerta e con tanti dubbi e poi uscirne carica e molto sicura di sé, tanto da sfidare una serie di scelte convenzionali che a volte è difficile sradicare anche in contesti più “semplici”. I suoi bimbi sono stati trattenuti in ospedale dopo il parto e quindi l’inizio dell’allattamento è stato un pò complicato, tuttavia sta facendo un grosso lavoro per recuperare il tempo perso e scrive: “Io al momento sto facendo allattamento misto perché non riesco ancora a sopperire al bisogno di entrambi i bimbi. Li attacco alla sisa a richiesta, ma dopo neanche un’ora loro piangono disperati, allora cerco di attaccarli più spesso, alle volte passo pomeriggi interi sul letto con loro attaccati anche in tandem, alle volte invece cedo e gli do l’aggiunta perché non ce la faccio più. In ogni caso sempre prima sisa e poi biberon. Averli attaccati, anche se faticoso, è la più bella del mondo e quindi non mollo e sono sicura che presto arriverò a fare un allattamento esclusivo al seno!

Ho deciso di non cambiare niente di quello che mi è stato inviato da queste due mamme perché dalle loro parole si evince la fatica di crescere due bimbi invece che uno, la difficoltà di scontrarsi con le convinzioni e i luoghi comuni, ma anche la determinazione di voler dimostrare che si può fare, che non si deve partire già rassegnate a vivere una gravidanza, un parto, un allattamento ed una maternità medicalizzata come se ci trovassimo di fronte ad una gravidanza patologica!

Due bimbi, doppia fatica, doppio lavoro, doppio impegno, ma anche doppio amore e doppia ricompensa! Come dico sempre: mamme non abbiate paura di sognare, quello che potete fare è molto oltre quello che pensate di essere in grado di fare. Scegliete l vostra strada e seguitela con coscienza e consapevolezza! La maternità è un evento troppo speciale per non viverlo fino in fondo. E poi ricordate che l’amore di mamma non si divide per ogni figlio, ma si moltiplica per abbracciarli tutti quanti insieme.

Dott.Ost.Catiuscia De Renzis
dovevolalacicogna@libero.it