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ARDEA, CONSIGLIO INUTILE

Ardea come Pomezia: i consiglieri della maggioranza (che qui però è targata PDL) fanno mancare il numero legale, così non si votano punti importanti per la città. Non si è infatti concluso il consiglio comunale convocato per oggi 29 aprile: il presidente del consiglio, constato la mancanza del numero legale, si è visto costretto a rinviare a data da destinarsi il più turbolento dei consigli comunali della seconda era Eufemi. A fare la parte dal leone i consiglieri del FLI, Petrella e Magliacca, collocati all’opposizione dopo che i rappresenti del PDL, dell’UDC e della lista Eufemi li hanno cacciati dalla maggioranza togliendogli l’assessore di riferimento. I componenti del FLI hanno esordito con delle interrogazioni, prendendo spunto da alcuni articoli apparsi sui giornali on line. Una riguardava la segnalazione pubblicizzata dall’I.D.V. su una presunta difformità alla concessione edilizia rilasciata ad una nota società di costruzione locale, il cui progettista e direttore dei lavori è un consigliere di maggioranza. L’altra la disfunzione nell’ufficio condono per la mancanza di cancelleria segnalata dalla “La Destra”. Prima dello scioglimento della seduta sono stati ritirati due punti dell’OdG: “Approvazione del regolamento del distretto Socio-Sanitario RM/H34 sull’affidamento familiare”, che ha visto contrario alla decisione del ritiro del punto lo stesso sindaco ed i componenti dell’opposizione. Deciso il commento del sindaco Eufemi. “Capisco che il punto non è passato in commissione, ma si tratta del bene dei bambini e se siamo tutti d’accordo possiamo votarlo”. Ma la sua voce è rimasta inascoltata… L’altro punto ritirato è il “Piano particellare per costruzione condotta acque chiare di via Nuoro”. Un ritiro che ritarderà la realizzazione della condotta che convoglia le acque piovane nel pubblico fosso su Nuoro e via Pompei. Ancora una volta questo consiglio comunale ha purtroppo dimostrato la non coesione dei componenti della maggioranza, soprattutto per aver fatto mancare il numero legale necessario per approvare dei punti importanti per la popolazione. Inoltre si deve tener conto del discorso del consigliere Luca Di Fiori, il quale ha ricordato che le commissioni consiliari non vengono svolte perché a mancare sono proprio i consiglieri di maggioranza. Senza il loro comportamento “scellerato” le riunioni si terrebbero e le soluzioni potrebbero essere trovate ed applicate. Di Fiori è poi entrato nello specifico, dicendo che la stessa commissione urbanistica è andata sistematicamente deserta. Altro affondo lo ha dato al capogruppo del PDL, Massimiliano Giordani, accusandolo di non convocare riunioni di maggioranza senza prima aver convocato quella dei consiglieri del PDL. “Qui – ha concluso Di Fiori – si sta gettando al vento quattro anni di duro lavoro”. Del resto lo stesso sindaco Eufemi, nel suo discorso atto a cercare di convincere la votazione sul punto riguardante il polo affido, aveva fatto capire che il comportamento della sua maggioranza sembrava abbastanza puerile e pretestuoso. Si tratta quindi di un’altra dimostrazione dell’esistenza di una maggioranza spaccata: bastava osservare la presenza tra i banchi dell’opposizione – con un comportamento e con discorsi da consigliere di opposizione – dello stesso Gino Marcoccia, che si è trovato sempre d’accordo con i consiglieri del FLI e del PD. Insomma qualcosa non funziona: del resto lo stesso presidente del consiglio viene costretto a ritirare punti dell’OdG che lui stesso aveva richiesto, facendo così apparire l’opposizione unita e la maggioranza non solo frastagliata, ma che rischia di apparire agli occhi dei cittadini incapace di presentare come futuro sostituto di Eufemi un consigliere del PDL scelto tra i consiglieri presenti. Forse si sta facendo il gioco dell’ex vicesindaco Renzo Morini, sponsorizzato da Sperandio e dall’assessore Roberto Catozzi, favorendone la volata a candidato prescelto. Un’operazione che porterebbe ad una frammentazione emorragica del PDL simile a quella di Pomezia.\n

L.C.